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Uccisi
sei palestinesi

· Negli scontri al confine tra Israele e striscia di Gaza ·

Manifestanti palestinesi evacuano un uomo ferito (Ap)

Sei manifestanti palestinesi sono morti ieri negli scontri con l’esercito israeliano nei pressi del confine tra la striscia di Gaza e lo stato ebraico durante una manifestazione. Il bilancio è stato fornito dalle autorità di Gaza, che parlano anche di 140 feriti.

Secondo la radio militare israeliana, durante le proteste una postazione dell’esercito è stata attaccata da un gruppo di palestinesi che hanno superato la barriera al confine facendo esplodere un ordigno a breve distanza dai soldati, che sono rimasti illesi. Da quel momento gli scontri sono divampati.

Alle proteste con Israele hanno preso parte diverse migliaia di palestinesi armati di molotov, ordigni artigianali e palloni incendiari. Il confronto con i soldati israeliani è durato ore.

Nei vicini campi del Neghev, territorio israeliano, sono stati segnalati almeno dieci incendi, innescati da palloni incendiari. A partire da marzo Hamas ha organizzato proteste lungo il confine quasi ogni settimana. L’obiettivo dell’iniziativa — chiamata “grande marcia del ritorno” — è non solo ricordare i settant’anni della Naqba (“catastrofe”) che per i palestinesi coincide con la nascita dello stato di Israele (1948), ma anche porre fine al blocco imposto dal 2006, quando Hamas prese il controllo della Striscia. Dall’inizio delle proteste — secondo i bilanci palestinesi — più di 150 palestinesi hanno perso la vita sotto il fuoco israeliano.

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