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Uccisi oltre cento jihadisti

· Raid statunitense su un campo di addestramento nella provincia siriana di Idlib ·

Oltre cento jihadisti sono stati uccisi ieri in un raid della coalizione internazionale a guida statunitense. A confermare l’azione è stato il Pentagono. L’obiettivo colpito era un campo di addestramento di Al Qaeda nella provincia di Idlib, attivo almeno dal 2013. Si tratta — come sottolineano i media — di un importante passo in avanti nella lotta all’avanzata dei jihadisti nei territori siriani fuori dal controllo dei ribelli o dei governativi, a pochi giorni dall’apertura del vertice di Astana, organizzato da Russia e Turchia, per far ripartire i negoziati.

Veduta satellitare delle distruzioni compiute dall’Is a Palmira (Ap)

Ed è proprio ad Astana che guardano gli occhi della diplomazia internazionale. Ieri il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, ha confermato l’invito a partecipare al vertice alla nuova amministrazione statunitense, e questo nonostante l’opposizione dell’Iran. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, ha dichiarato che «non è più realistico insistere su una soluzione del conflitto siriano che escluda una volta per tutte il presidente Bashar Al Assad». Intanto, Russia e Siria hanno firmato ieri un accordo per l’ampliamento del territorio della base navale di Tartus, città siriana sul Mediterraneo, e il suo utilizzo a titolo gratuito da parte delle forze armate di Mosca per 49 anni. L’intesa — riporta l’agenzia Ria Novosti — si rinnoverà automaticamente per altri 25 anni se una delle due parti non deciderà di recedere dall’intesa comunicandolo almeno un anno prima. Secondo l’accordo, la base potrà ospitare fino a 11 navi russe, incluse quelle nucleari. Nel frattempo, le Nazioni Unite sono tornare a condannare le distruzioni compiute dai jihadisti del cosiddetto stato islamico (Is) nel settore archeologico della città di Palmira.

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