Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tymoshenko sente odore di brogli

· Ma per l'Osce le elezioni in Ucraina si sono svolte in modo trasparente e onesto ·

Il premier filo occidentale ucraino, Yulia Tymoshenko, ha dato oggi mandato ai suoi avvocati di impugnare in tribunale i risultati del ballottaggio presidenziale, suggerendo l’ipotesi di un terzo turno. Come accadde nel 2004, quando le proteste di piazza della rivoluzione arancione portarono all’annullamento per brogli della vittoria del leader filorusso, Viktor Ianukovich — vincitore dell’attuale ballottaggio, con il 99,27 per cento dei seggi scrutinati (lo spoglio è stato sospeso e riprenderà in giornata) la differenza è del 3,1 per cento 48,7 per cento per Ianukovich a 45,6 per cento) — e al successo del presidente uscente, Viktor Yushenko.

Ma i tempi sono cambiati, le aspettative della rivoluzione arancione deluse e lo stesso partito del premier si è spaccato nella riunione notturna per decidere il da farsi davanti all'esito del ballottaggio presidenziale. Nikolai Tomenko, vice presidente del Parlamento e deputato del Blocco di Yulia (Byut), si è infatti pronunciato a favore del riconoscimento della vittoria di Ianukovich e del passaggio all’opposizione, come riferisce l’agenzia Unian. La maggioranza del partito, tuttavia, ha deciso di sostenere Yulia e la sua decisione di contestare i risultati del voto. Ma secondo l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea (Osce), le elezioni si sono svolte «in modo trasparente e onesto», nonostante le reciproche accuse di brogli. Anzi, «hanno dato una dimostrazione impressionante di democrazia», e quindi «sono una vittoria per tutti in Ucraina», ha sentenziato il presidente dell’Assemblea parlamentare dell’Osce Joäo Soares, invitando chiaramente il candidato sconfitto a una «transizione pacifica e costruttiva del potere».

Il Paese che con la protesta di piazza detronizzò il neo vincitore Ianukovich per frodi di massa, cinque anni dopo è pronto ad accettarne il legittimo successo voltando le spalle ai litigiosi arancioni e in parte anche a un’Europa che sembra sempre più lontana e indifferente, interessata solo al transito del gas russo.

Questa volta il Cremlino, a differenza della entusiasta stampa di casa, è stato prudente e attende forse l’esito ufficiale per congratularsi con il nuovo presidente ucraino Viktor Ianukovich, dopo averlo appoggiato apertamente e sfortunatamente nel 2004, quando fu travolto dalla rivoluzione arancione filo occidentale. Anzi, questa volta si era pure coperto le spalle aprendo al suo rivale il primo ministro Yulia Tymoshenko, accusato in patria di «tradimento» per la sua pragmatica intesa con il collega russo Vladimir Putin, soprattutto in materia di gas. Mosca, insomma, aveva già vinto dopo la cocente uscita al primo turno del presidente Viktor Yushenko, tanto che entrambi gli sfidanti del ballottaggio erano accomunati dalla dichiarata intenzione di migliorare i rapporti con la Russia.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE