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Violenza disumana

· All’Angelus appello accorato del Papa perché in Siria cessino le ostilità e siano possibili gli aiuti umanitari ·

Un «appello accorato perché cessi subito la violenza, sia dato accesso agli aiuti umanitari — cibo e medicine — e siano evacuati i feriti e i malati» in Siria è stato lanciato da Papa Francesco al termine dell’Angelus di domenica 25 febbraio, in piazza San Pietro.

Confidando che negli ultimi giorni il suo pensiero «è spesso rivolto all’amata e martoriata» nazione mediorientale, il Pontefice ha ricordato che «questo mese di febbraio è stato uno dei più violenti in sette anni di conflitto: centinaia, migliaia di vittime civili, bambini, donne, anziani; sono stati colpiti gli ospedali; la gente non può procurarsi da mangiare».

«Tutto questo è disumano» ha scandito con voce grave Francesco, ammonendo che «non si può combattere il male con altro male: e la guerra è un male». Da qui l’appello per invocare la fine delle ostilità e l’invio di aiuti alla popolazione. «Preghiamo insieme Dio che questo avvenga immediatamente» ha esortato invitando i presenti a recitare un’Avemaria.

Prima della preghiera mariana recitata con i fedeli in piazza San Pietro il Pontefice aveva commentato l’episodio evangelico della trasfigurazione narrato da Marco (9, 2-10). Essa, ha spiegato Francesco, «aiuta i discepoli, e anche noi, a capire che la passione di Cristo è un mistero di sofferenza, ma è soprattutto un dono di amore, di amore infinito da parte di Gesù». Di conseguenza, ha aggiunto, «l’evento di Gesù che si trasfigura sul monte ci fa comprendere meglio anche la sua risurrezione. Per capire il mistero della croce è necessario sapere in anticipo che colui che soffre e che è glorificato non è solamente un uomo, ma è il Figlio di Dio, che con il suo amore fedele fino alla morte ci ha salvati».

L’Angelus del Papa

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17 settembre 2019

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