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Tutto cominciò in Galilea

· ​Resurrezione e compassione ·

Gesù è la resurrezione proprio mentre percorre la terra. Lo testimonia il racconto della trasfigurazione in cui mostra agli apostoli il suo corpo sfolgorante di luce. A Pietro, Giacomo, Giovanni si aprono gli occhi, come dopo la resurrezione. Vedono l’invisibile. «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti» (Matteo, 17, 9). La resurrezione si manifesta nel tempo, mentre Gesù vive con i suoi discepoli, incontra le folle, divenendo da quel momento in poi un’esperienza viva che comincia a veicolare, a sedimentarsi nelle cellule dell’umanità, costituendone il livello più avanzato, l’apice. La resurrezione innanzitutto si rende visibile nella compassione: Gesù patisce con i sofferenti, partecipa il loro dolore. C’è una stretta relazione fra resurrezione e redenzione. La resurrezione è forza redentrice. L’umanità risorta del Cristo purifica, scioglie, trasfigura. 

Tintoretto, «La Resurrezione» (1578-1581, particolare)

La redenzione richiede passione (da patior, patire), accettazione della sofferenza. Questo non è un masochismo, come spesso si dice del cristianesimo, ma risveglio che permette di affrontare la realtà tale e quale è. Questo è possibile solo partecipando della resurrezione. La sofferenza è vista, accettata, affrontata perché sostenuta da un livello superiore di vita. È vissuta mentre passa, ma anche riattraversata se rimossa, fuggita, accantonata. La redenzione è quel processo che fa morire la morte in noi, lo stato di morte, la volontà di morte. Quella forza contraria alla vita che ci domina, prende campo deviando pensieri e azioni, trasformando gran parte della nostra potenzialità creatrice in attività distruttrice. La redenzione scaturisce dalla potenza della resurrezione.
Dopo la mia resurrezione vi precederò in Galilea, dice Gesù. La Galilea rappresenta l’inizio di tutto. Qui prende vita il regno dei cieli. Quando Gesù comincia a manifestarsi al mondo, a rivelare la sua umanità divina, sulla terra inizia il nuovo regno. Più prende corpo, più si espande attraendo l’umanità verso uno stato nuovo di vita: stato di grazia, stato di risveglio e resurrezione.
La Galilea è il luogo in cui i primi discepoli, i dodici, coloro che poi saranno mandati, gli apostoli, sono stati toccati dall’amore di Gesù e che appena lo hanno conosciuto, hanno lasciato tutto per seguirlo. È il luogo dell’innamoramento che dà origine alla prima realtà di comunione, al corpo mistico.
Questa connessione fra la Galilea e la resurrezione, vuol significare che, appena Gesù, dando inizio alla vita pubblica, fa conoscere la sua divina umanità, insieme rivela la sua resurrezione, lo stato di pienezza in cui umanità e divinità sono intrinsecamente unite. Proprio lì, in Galilea, gli apostoli, i discepoli, avendo vissuto con Gesù, hanno cominciato a partecipare di questa pienezza umana, costituendo la cellula viva del primo nucleo di comunione. Pietra fondante di uno stato di relazione fra esseri umani in cui circola amore. Questa comunione diviene subito un fuoco vivo che attrae.

di Antonella Lumini

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22 agosto 2019

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