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Tutto in ballo

· Il primo turno delle elezioni amministrative italiane ·

Alla fine, il paventato exploit dell’astensionismo non si è verificato. Al primo turno delle elezioni amministrative in Italia si è infatti recato alle urne il 62,14 per cento degli aventi diritto, contro il 67,42 delle elezioni precedenti. Il calo, dunque, è stato netto ma non in picchiata come ci si aspettava. E in qualche caso addirittura si è registrata una clamorosa inversione di tendenza, per esempio a Roma, dove ha votato il 58,42 per cento degli elettori contro il 55,04 fatto registrare nel 2013. Che i romani, nonostante quanto è accaduto negli ultimi anni, abbiano comunque deciso di partecipare in discreto numero, è un dato confortante.

I risultati del primo turno delineano uno scenario piuttosto fluido. Quasi tutte le grandi città andranno infatti al ballottaggio, fatta eccezione per Cagliari, dove, quando mancano ancora pochi seggi da scrutinare, è in vantaggio con il 50,87 per cento dei voti il candidato di centrosinistra Massimo Zedda. Al momento non c’è infatti alcuna certezza circa la direzione che prenderanno, al secondo turno del 19 giugno, i voti andati domenica ai candidati rimasti fuori dal ballottaggio. A Roma, dove si è affermata in modo netto, e atteso, l’esponente del Movimento 5 stelle, Virginia Raggi (35,29 per cento), il Partito democratico (Pd) riesce a ottenere un risultato insperato solo fino a qualche settimana fa, portando al ballottaggio Roberto Giachetti (24,8). Rimangono fuori dalla corsa al Campidoglio, dunque, Giorgia Meloni e Alfio Marchini, i due candidati di un centrodestra che nella Capitale si è presentato diviso. I loro voti saranno chiaramente decisivi al prossimo turno. E, in questa prospettiva, nulla appare scontato.

A maggior ragione, l’incertezza regna sovrana a Milano, dove i risultati hanno confermato le previsioni. Al secondo turno vanno il candidato del centrosinistra Giuseppe Sala (41,7) e quello, unico, del centrodestra Stefano Parisi (40,8). Ma anche a Torino, dove il Pd sperava in un risultato più lusinghiero, il sindaco uscente Piero Fassino (41,8) se la dovrà vedere con la candidata dei 5 Stelle, Chiara Appendino (30,9), in un confronto dall’esito non più così certo come lo era alla vigilia. Deludenti i risultati del Pd anche a Bologna, dove il sindaco uscente Virginio Merola (39,5) perde molti consensi ed è costretto al ballottaggio con la candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni (22,3). A Napoli, infine, concludendo la panoramica sulle grandi città, si conferma la previsione di un risultato piuttosto positivo per il sindaco Luigi De Magistris, che riesce a ottenere il 42,6 per cento dei voti, distaccando di molto l’esponente del centrodestra Gianni Lettieri (24,1), che andrà al ballottaggio, e Valeria Valente, candidata del Pd. Anche in questo caso un risultato deludente per il maggiore partito della sinistra.

di Marco Bellizi

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16 settembre 2019

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