Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tutti uguali
nei diritti e nei doveri

· ​Il patriarcato caldeo chiede la riforma della Costituzione in Iraq ·

  «Tutti i cittadini devono essere uguali davanti alla Costituzione»: dopo il patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Raphaël i Sako, anche il vescovo di curia Shlemon Warduni sottolinea che, per la rinascita dell’Iraq, è necessario ricominciare dai principi cardine dell’uguaglianza e dei diritti umani, partendo da una riforma della carta costituzionale che è «la base per garantire l’unità» del paese.

Il presule ribadisce ad AsiaNews l’impegno dei cristiani per la pace, la sicurezza e la convivenza civile (il terreno è «fertile») ma aggiunge che «manca la volontà di farlo», esortando tutte le componenti della nazione a lavorare per l’uguaglianza. La ricostruzione, dopo anni di guerra e violenze anche di matrice confessionale, deve basarsi sui pilastri della giustizia e della libertà. Come è possibile, si chiede monsignor Warduni, parlare di libertà di coscienza quando «il criterio di governo è la sharia», la legge islamica che garantisce una posizione dominante dei musulmani rispetto alle altre componenti etniche e religiose?

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

13 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE