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Tutti puntano sul Sud America

· Gli investimenti esteri aumentati del quaranta per cento nel 2010 ·

Il Brasile mantiene la leadership seguito da Messico e Cile

Gli investimenti esteri diretti (Ied) nei Paesi dell’America Latina hanno registrato un incremento storico nel corso del 2010, con un salto in avanti del quaranta per cento (per un valore di 113 miliardi di dollari) rispetto al 2009, in cui erano caduti del 42 per cento.

Lo ha reso noto ieri la Commissione economica per l’America Latina (Cepal), un organismo delle Nazioni Unite, in un rapporto presentato a Città del Messico. Nel documento si precisa che il Brasile, con un incremento record dell’87 per cento (da 25,9 a 48,6 miliardi di dollari), si mantiene come la principale meta degli Ied, seguito dal Messico (17,7 miliardi) e dal Cile (quindici miliardi).

Il principale investitore nella regione restano gli Stati Uniti con il diciassette per cento del totale, seguiti dai Paesi Bassi con il tredici per cento e la Cina che, con il nove per cento (15 miliardi di dollari), per la prima volta si colloca ai piani alti di tale classifica. «In pratica tra il 2006 ed il 2009, quasi non esisteva in tal elenco» ha precisato in proposito Alicia Barcena, segretaria esecutiva della Cepal. In particolare, Alicia Barcena ha segnalato che, tra il 2007 e il 2010 gli Ied nei Paesi sviluppati hanno registrato una caduta del sette per cento e che, l’anno scorso, nel mondo sono aumentati appena dell’un per cento (1,12 miliardi di dollari).

Giornata da dimenticare, ieri, per la finanza brasiliana, che ha visto Borsa e valuta scivolare ai minimi di tre mesi fa in scia a timori per un possibile raffreddamento del real. Il ministro delle Finanze, Guido Mantega, ha fatto sapere durante un’audizione al Congresso che il Governo potrebbe utilizzare qualunque strumento a propria disposizione per fermare o rallentare la crescita del real, e che continuerà a lavorare per mantenere l’inflazione entro i target. Un lavoro che si preannuncia ostico, quest’ultimo. Mantega ha infatti precisato che la salita a livello internazionale dei prezzi delle materie prime sta causando un aumento dei prezzi di cibi e gas sul mercato interno. In effetti, l’inflazione staziona al 6,44 per cento, a fronte del limite imposto dalla Banca centrale al 6,5 e del target governativo del 4,5.

Di recente, il Fondo monetario internazionale (Fmi) è intervenuto sulle priorità delle economie sudamericane. Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del Fondo, ha dichiarato che la fine delle misure straordinarie di rilancio dell’economia dev’essere il principale obiettivo della politica economica dei Paesi sudamericani.

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