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Tutti in fuga dai Pigs

· Venduta dagli investitori giapponesi una quantità record di titoli di Stato europei ·

L'Europa fa paura ai giapponesi. Scettici sui maxi piani d'intervento decisi da Bruxelles, gli investitori del Sol Levante riempiono il portafoglio di bond del Tesoro statunitensi liberandosi di un’enorme quantità di debito sovrano europeo, 1.400 miliardi di yen (13 miliardi di euro) per la precisione. Una massa di denaro proveniente soprattutto dai cinque Paesi ad alto rischio, i cosiddetti Pigs: Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna.

Secondo i dati del ministero delle Finanze giapponese, la crisi dell’euro, innescata dalle turbolenze del rischio default di Atene, ha provocato flussi di vendita eccezionali nel corso dei primi cinque mesi dell’anno 2010 e raffreddato l'interesse nei confronti del Vecchio Continente. La quota più corposa di titoli venduti in questi mesi è pari a 450 miliardi di yen (quasi un terzo del totale) ed è riconducibile ai bond italiani, seguiti da quelli irlandesi (circa 399 miliardi) e da quelli greci (220 miliardi). Quanto ad Atene — sempre citando i dati del ministero delle Finanze — gli investitori giapponesi sono risultati venditori netti per sette mesi di fila a partire da novembre, scottati dall’incertezza sul reale stato dei conti. Malgrado il trading di obbligazioni greche da parte degli operatori del Sol Levante sia pari a un decimo di quello su titoli italiani, il dato netto di vendita mette il debito ellenico su livelli paragonabili a quelli di altri Paesi europei. In altri termini, lo smobilizzo dell’esposizione sulla Grecia è stato più rapido delle previsioni.

Nei primi cinque mesi del 2009 gli investitori nipponici avevano ben altro tipo di fiducia e avevano acquistato titoli dai cinque Paesi dell’area dell’euro per 1.800 miliardi di yen, di cui il novanta per cento costituito da bond statali di medio-lungo termine. A gennaio-maggio 2010, inoltre, gli investimenti sono stati dirottati verso buoni del Tesoro americano per la cifra di 340 miliardi di yen.

C'è poi un altro dato che non va sottovalutato: se l’euro mostra incertezza e il dollaro non splende più come in passato, la Cina sembra invece scoprire i titoli di Stato giapponesi (Jgb). A maggio il totale in portafoglio ha toccato la cifra di 735,2 miliardi di yen (quasi sette miliardi di euro), pari al 190 per cento di quanto fatto nell’intero 2005. Un ulteriore segnale del fatto che la Cina sta rapidamente investendo e provando a diversificare anche in Jgb le riserve in valuta estera, le più grandi al mondo (2.454,3 miliardi di dollari a fine giugno), in risposta alla crisi finanziaria in Europa e alla stentata ripresa registrata negli States. Cattive notizie per Tokyo arrivano dal fronte del rating. L’agenzia internazionale Standard and Poor’s ha fatto sapere ieri che il rating sovrano aa giapponese potrebbe essere tagliato nelle prossime settimane.

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