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Tutti gli uomini di fede devono camminare insieme

· Nuovi messaggi a Papa Francesco dal mondo ebraico, musulmano e cristiano ·

«Da parte nostra non mancherà la collaborazione e il contributo a proseguire il cammino intrapreso, affinché possa consolidarsi il dialogo che tanto ha contribuito a instaurare un nuovo clima di fiducia tra ebrei e cattolici, nel rispetto reciproco delle rispettive identità e nell’autentico riconoscimento della pari dignità»: è quanto scrive l’Assemblea dei rabbini d’Italia in un messaggio inviato ieri (venerdì) a Papa Francesco, nel quale vengono sottolineati «i positivi risultati acquisiti negli anni anche grazie ai pontefici che si sono susseguiti nel recente passato. Siamo certi — si legge — che ebrei e cattolici, collaborando nell’impegno per il bene dell’umanità, anche attraverso le proprie specificità, potranno dimostrare che la costruzione di un futuro di vera amicizia tra i popoli e gli individui è realmente possibile». Il messaggio, firmato tra gli altri dal presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia, Elia Richetti, si conclude con «l’auspicio di avere presto occasione di incontrarla» e con un saluto augurale attraverso le parole di rabbi Simeone figlio di Gamaliele (Trattato dei Padri, 1, 18): «Per tre cose sussiste l’umana società, per la verità, per la giustizia e per la pace». Messaggi di auguri continuano a giungere anche dal mondo musulmano. La Comunità religiosa islamica (Coreis) italiana esprime «le più sentite felicitazioni a tutti i cristiani cattolici, nostri fratelli di fede nel Dio Unico». Dal mondo ortodosso arriva invece la conferma che il Patriarca ecumenico, Bartolomeo, sarà presente martedì in Vaticano alla messa per l’inizio del ministero petrino: è la prima volta che accade dallo scisma del 1054 fra cattolici e ortodossi e rappresenta certamente un segno importante per l’unità dei cristiani.

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21 novembre 2019

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