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Tutti gli esseri sono sacri

· Nelle poesie di Claudio Damiani ·

Alberi   di baobab

Recentemente uscito per l’editore romano Fazi, Cieli celesti è l’ultimo volume di Claudio Damiani in cui vengono riunite sei raccolte di sue poesie inedite. A metà tra canzoniere e trattato filosofico, Cieli celesti si presenta essenzialmente come una articolata contemplazione sul cosmo, sugli esseri viventi che lo popolano, sugli altri universi possibili, sul senso del trascorrere e del finire. Riflessioni dai passaggi a volte complicati si dispiegano in un poetare pacato, terso, tipico di Damiani, che riprende fin dallo stile la lezione classica della claritas. I testi, in poesia e in prosa, seppur divisi in sezioni, sono in realtà un unico poema: un poema didattico, in cui ricorre spesso una coppia dialogante (maestro-allievo, amante-amata), in un procedere per domande e risposte. Commenta il poeta: «Se Il Fico sulla fortezza (2012) era un viaggio terrestre, questo è un viaggio celeste. Nel primo incontravo personaggi terrestri (un fico, una cassiera di un discount, un monte, alcune pecore, una lucertola, una strada), qui incontro esseri celesti. Il cielo è quello nuovo che appare a noi oggi, non più sede di sola materia, ma di vita, anche. Non più freddo e distante, ma caldo e vicino». In una sintassi che richiama il tono conversazionale della satira oraziana, lo sguardo cosmico di Damiani, partendo dall’osservazione di un pezzo di cielo, prova a coniugare i due diversi orizzonti di filosofia e scienza: ipotizza la vita anche su altri pianeti, riflette sul come l’individuo sia eterno perché inscindibile dall’eternità del tutto, intuisce come il suo divenire temporale non possa, quindi, che rappresentare l’apparire successivo di eterni stati dell’essere: «Mi riferisco in questo libro a pianeti extrasolari in cui oggi intravediamo la vita — continua Damiani — alla recente unificazione di fisica e biologia, all’evoluzione universale che parte da forme elementari di materia e giunge a forme complesse e intelligenti di vita, all’universo come spazio-tempo, o meglio come tempo evolutivo che genera al suo interno spazio, materia, vita». 

di Elena Buia Rutt

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26 maggio 2019

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