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dalla parte della vita

· Nota dei vescovi francesi ·

«Ciò che ci si attende da un movimento ecclesiale su una questione così seria è di accompagnare le persone, prevedendo per la nostra società reali prospettive che integrino il principio intangibile della dignità della persona umana», principio che, nella tradizione della Chiesa cattolica, è valevole non solo nel periodo compreso fra la nascita e la morte ma anche e soprattutto «dal concepimento alla morte naturale». 

Dopo giorni di dibattito, anche aspro, la Conferenza episcopale francese è intervenuta per mettere la parola fine alle polemiche suscitate dalla pubblicazione, il 19 gennaio, da parte del Movimento rurale di gioventù cristiana (Mrjc), di un comunicato nel quale si dissociava dalla Marcia per la vita celebrata domenica 21 a Parigi, denunciando il clima di «odio» di questo avvenimento, «sotto copertura di valori cristiani», e definendo l’aborto come «un diritto fondamentale per le donne e le coppie».

Martedì scorso i vescovi, attraverso una nota del Consiglio episcopale per i movimenti e le associazioni di fedeli, hanno ritenuto necessario dare dei chiarimenti per «uscire dalla confusione». E per chiarire anche i rapporti tra movimenti ecclesiali e istituzioni cattoliche riguardo a temi di particolare complessità. Quando un’associazione di fedeli è canonicamente riconosciuta come movimento ecclesiale — scrivono i presuli — «ha davvero la fiducia della Chiesa cattolica per portare e diffondere una parola conforme al magistero e fedele al Vangelo. Essa può anche essere sostenuta attraverso la nomina di una cappellania per accompagnarla nella sua missione, a volte avendo a disposizione locali e mezzi logistici, secondo le capacità delle diocesi». Sulla base di questa fiducia, «la libertà di parola è legittima nella misura in cui serve la vocazione di ogni battezzato a trasformare il mondo alla luce del Vangelo. È normale avere una diversità di approccio», in quanto, «se è vero che le situazioni sono illuminate dal medesimo insegnamento di portata universale, è altrettanto vero che le implicazioni concrete e singolari possono essere varie».

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22 agosto 2019

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