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Tutti contro Goldman

· L'Authority britannica apre un'inchiesta per presunta frode ·

Il colosso assicurativo Aig pronto a chiedere un risarcimento per danni

Ha risposto nel modo più convincente, il profitto, ma non è bastato. Non è bastato a far scemare una tempesta troppo oscura, che rischia di dare a Wall Street un colpo mortale. Nel giorno del raddoppio degli utili in Borsa (3,46 miliardi di dollari per il primo trimestre, il 91 per cento in più rispetto al primo trimestre del 2009), Goldman Sachs resta nell'occhio del ciclone: dopo la Sec, l'Authority britannica prepara una nuova inchiesta per presunta frode. E pesanti accuse arrivano anche da Aig, che chiede un risarcimento danni.

A rovinare la festa degli utili, ieri, ci ha pensato la Financial Services Authority (Fsa), che in parallelo alla Sec ha aperto un’indagine sulla presunta vendita di obbligazioni-spazzatura da parte della banca d'affari americana. Dopo la «bancarotta morale» tirata in ballo dal premier Gordon Brown, oggi il ministro del Tesoro britannico, Alistair Darling, ha parlato di accuse «molto gravi e ramificazioni enormi»: il clima politico surriscaldato dalle imminenti elezioni non gioca a favore di Goldman Sachs. Da New York i vertici della banca, che dovranno difendersi dagli attacchi del Senato a fine aprile, si dicono pronti a collaborare ma giudicano «completamente infondate» le accuse della Sec.

Il filone londinese è al centro dell’inchiesta della Sec, che secondo lo stesso responsabile legale della banca, Greg Palm, rischia di finire in tribunale se non si giungerà tempestivamente a un accordo. Goldman — ha insistito Palm durante una conference call sulla trimestrale — «non ingannerebbe mai i suoi clienti e non ha mai tollerato condotte improprie dei suoi dipendenti». Eppure, dopo le accuse la banca ha dovuto sospendere Fabrice Tourre, il dirigente che proprio a Londra, e proprio agli albori della crisi globale, nel 2007, avrebbe creato e venduto a ignari acquirenti Abacus un prodotto pieno di mutui ad alto rischio su cui, consapevole Goldman Sachs, speculava al ribasso un hedge fund fondato dall’ex segretario del Tesoro, Henry Paulson, ideatore del Tarp, il grande piano di incentivi fiscali anticrisi.

Insomma, la vicenda è davvero intricata, e anche gli esperti stentano a capire cosa sia accaduto davvero. Più che la possibile multa, a preoccupare Goldman sono le conseguenze per la propria reputazione: si teme una fuga di clienti e la possibilità che l’inchiesta faccia da alfiere a una più ampia e insidiosa offensiva giudiziaria. Già si starebbe muovendo Aig, il colosso assicurativo, che secondo il «Financial Times» potrebbe far causa alla banca dopo aver perso miliardi di dollari assicurando prodotti derivati simili a quelli al centro dell’azione della Sec. C’è poi il fronte politico, con le indagini che cadono mentre l’Amministrazione Obama tenta un difficile giro di vite sui derivati. Un’offensiva in grado di rovinare un mercato molto lucroso, e per questo fortemente osteggiata dalle grandi banche. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha nuovamente auspicato una riforma del sistema finanziario. E José Vinals, numero uno del dipartimento dei capitali del Fmi, pur non commentando su Goldman Sachs ha colto l’occasione per soffermarsi proprio sui derivati, un mercato valutato in 600.000 miliardi di dollari che andrebbe reso più trasparente.

È vero, senza le cattive notizie da Londra quella di ieri sarebbe stata una giornata da incorniciare per Goldman Sachs, con il valore delle azioni in ribasso. Se non c’è stata caduta libera è perché l’utile netto della banca è quasi raddoppiato nel primo trimestre. Un risultato che non ha solo sbaragliato le previsioni degli analisti, ma anche reagalato agli azionisti un dividendo di 35 centesimi solo per i 3 mesi dell’esercizio. Numeri che fanno luce — dicono i commentatori — sul dominio di Goldman nel lucroso business del trading di obbligazioni, prima fonte di ricchezza a Wall Street, che assieme a quello in valute e materie prime genera in media all'anno 7,39 miliardi su 12,98 miliardi di giro d’affari complessivo.

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