Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tutti con Aleppo

· ​Appelli di Caritas internationalis ed episcopato francese ·

Damasco, 16. «Siamo tutti con Aleppo»: un nuovo appello per l’«immediata fine del conflitto, per la protezione delle vite dei civili e la possibilità che gli aiuti umanitari raggiungano tutte le persone in difficoltà» è stato lanciato da Caritas internationalis, insieme a una campagna per la pace in Siria in occasione del Natale. In particolare si esprime preoccupazione per la situazione di circa 250.000 civili intrappolati ad Aleppo. «È il momento per negoziazioni politiche per porre fine alla guerra», afferma Caritas internationalis, che rilancia anche l’appello del patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti, Gregorios iii Laham, il quale chiede alle organizzazioni umanitarie di «alleviare la tragedia e la sofferenza del popolo di Aleppo».

In Siria «sembra che sia sempre inverno e mai Natale», denuncia il cardinale presidente di Caritas internationalis, l’arcivescovo di Manila, Luis Antonio G. Tagle, il quale ricorda che «sono cinque anni che il popolo soffre a causa dei crudeli venti di guerra. Milioni di persone sono senza casa e coloro che hanno un riparo non hanno riscaldamento o elettricità». Una situazione sempre più drammatica, tanto che anche «il personale Caritas — evidenzia il porporato — inizia a bruciare i mobili per riscaldarsi. Le scuole ancora aperte non possono più pagare il combustibile e i bambini devono avvolgersi in grandi coperte durante le lezioni per restare seduti nei propri banchi».
La Siria è divenuta dunque per la rete internazionale della Caritas la più grande emergenza da fronteggiare, con 13,5 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza e 6 milioni e mezzo di rifugiati interni.
A richiamare l’attenzione internazionale sulla Siria e in particolare sulla popolazione dei Aleppo è anche la Conferenza episcopale francese con una dichiarazione del Consiglio permanente resa pubblica sul sito in rete dell’episcopato. «Mentre la comunità internazionale si limita a dichiarazioni di indignazione — scrivono i presuli — il gioco strategico delle potenze presenti ignora completamente la dimensione umana. Le persone sono schiacciate sotto le bombe, costrette all’esodo, uccise». Oggi, prosegue la denuncia dei vescovi, «sono prive di tutto: la situazione umanitaria è terribile».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE