Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tutte le sfide del presidente

· Europa, Russia e Cina i principali dossier che Donald Trump dovrà affrontare in politica estera ·

For world, Trump’s true aims are unknown («Per il mondo, i veri obiettivi di Trump sono sconosciuti»). Il titolo di un recente editoriale del «New York Times» fotografa esattamente la situazione di attesa che in questo momento, alla vigilia dell’insediamento del presidente eletto statunitense, domina le relazioni internazionali. Le prime dichiarazioni del tycoon uscito vincitore dal voto dell’8 novembre hanno subito fatto capire che una nuova pagina si sta aprendo nei rapporti tra gli Stati Uniti e il resto del mondo. 

I dossier sul tavolo sono tanti. C’è in primo luogo il rapporto con l’Europa. Trump ha attaccato la Nato definendola «vecchia e obsoleta» e ha parlato dell’Unione europea come «un veicolo per gli interessi tedeschi». Gli analisti hanno gridato al pericolo di un «nuovo protezionismo» e addirittura di una «minaccia». Il secondo dossier riguarda Mosca. Trump preme per il riavvicinamento al Cremlino, seguendo due strade maestre: la proposta di una riduzione degli arsenali nucleari in cambio di un allentamento delle sanzioni e il superamento delle tensioni sulla crisi siriana. Difficile dire se questo nuovo dialogo riuscirà a calmierare un Medio oriente in ebollizione come non mai. Le sfide, anche qui, sono molteplici: l’avanzata dell’Is, l’instabilità turca dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio, il futuro politico della Siria (e il ruolo del presidente Assad), il caos iracheno, la guerra in Yemen, e l’inasprirsi della contrapposizione che segna in profondità il mondo islamico, quella tra sunniti e sciiti. Trump ha già chiarito di voler rinegoziare l’accordo sul nucleare iraniano. Il terzo dossier è quello cinese. Ed è proprio su questo terreno che il magnate newyorkese potrebbe trovare l’avversario più difficile. A dividere i due giganti sono non soltanto questioni economiche, con le ripetute accuse statunitensi a Pechino di svalutare intenzionalmente lo yuan a spese del dollaro, ma anche politiche.

di Luca M. Possati

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE