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Tutte le croci del mondo

· Nella Via crucis al Colosseo il Papa prega per le vittime delle nuove schiavitù, delle povertà e delle ingiustizie della società contemporanea ·

Un insistente appello all’umanità ad aprire gli occhi su «tutte le croci del mondo» e a riconoscere in esse la croce di Cristo. Nella preghiera per la tradizionale Via crucis al Colosseo, la sera del Venerdì santo, 19 aprile, Papa Francesco ha così scandito le tante ferite di cui soffre l’uomo contemporaneo. Sono quelle delle vittime delle nuove schiavitù, di chi è umiliato nel corpo e nell’anima dallo sfruttamento, dall’abuso e dalla tratta, quelle di chi vive la drammatica condizione del migrante, di chi è schiacciato dal peso dell’emarginazione, della povertà e della solitudine. Sono le croci dell’intero pianeta, «nostra casa comune» sfruttata egoisticamente per avidità e per potere; e quelle della Chiesa «assalita continuamente dall’interno e dall’esterno».

Nel suggestivo scenario del Colosseo illuminato da migliaia di fiaccole, si è dipanata la processione con le meditazioni quest’anno affidate a suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata che spende la sua vita per salvare e assistere le donne vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale.

Al termine delle quattordici stazioni, il Pontefice ha rivolto la sua invocazione, «Gesù, aiutaci a vedere», e l’affidamento al Signore: «ravviva in noi la speranza della risurrezione e della Tua definitiva vittoria contro ogni male e ogni morte».

In precedenza, nella basilica di San Pietro, il Papa aveva presieduto la celebrazione della Passione del Signore con l’adorazione e il bacio della croce.

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26 gennaio 2020

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