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​Tutta colpa dell’uomo

· ​Un rapporto federale statunitense sul riscaldamento globale smentisce Trump ·

Il pianeta Terra sta attraversando una fase di forte aumento delle temperature. La principale causa di questo fenomeno sono gli esseri umani. La tesi è contenuta in un rapporto scientifico redatto dalle principali agenzie federali statunitensi. La notizia è stata rilanciata dal «New York Times», secondo il quale il rapporto, approvato dalla Casa Bianca, contraddice apertamente le posizioni dell’amministrazione Trump sul cambiamento climatico. 

Stabilimenti industriali  in Germania (Ap)

Secondo il rapporto, negli ultimi 115 anni le temperature medie globali sono aumentate di 1,8 gradi Fahrenheit (un grado Celsius), causando eventi meteo record e temperature estreme. Il trend globale e a lungo termine del riscaldamento è «inequivocabile», sostiene il rapporto, e «non c’è una convincente spiegazione alternativa per attribuirne la colpa a qualcosa che non siano gli esseri umani», ossia la civilizzazione: le auto che guidiamo, le centrali che producono energia, le foreste che distruggiamo. 

Proprio a partire dalla negazione di una connessione causale tra la civilizzazione umana e l’aumento delle temperature, la Casa Bianca ha deciso di rimettere in discussione la partecipazione statunitense agli accordi di Parigi siglati nel 2015. Inoltre, il presidente Trump ha annunciato una politica di regolamentazione del mercato del carbone per consentire maggiore crescita alle aziende che vi operano, con meno controlli.
Ancor più netto è il giudizio contenuto in un altro rapporto sul clima, pubblicato sempre ieri da una ong internazionale di scienziati, Climate Central. Secondo il documento, le principali metropoli costiere del mondo rimarranno sommerse dal mare se il cambiamento climatico farà salire ancora le temperature di tre gradi sopra il livello pre-industriale. Un riscaldamento che secondo l’Onu avverrà certamente nel 2100, se non saranno realizzati gli obiettivi di decarbonizzazione presi dagli stati con l’Accordo di Parigi. Secondo la ricerca, un aumento delle temperature di tre gradi porterebbe a un aumento del livello dei mari di due metri a causa dello scioglimento dei ghiacci polari. A rischio di finire sommerse sono metropoli come Miami, Shanghai, Rio de Janeiro, Alessandria d’Egitto, Osaka, oltre a un terzo dello stato della Florida.

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16 dicembre 2017

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