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La lotta agli abusi è una priorità

· Rapporto della National Catholic Safeguarding Commission ·

  «Assicurarsi che bambini e adulti vulnerabili siano al sicuro non è soltanto una procedura o un dovere, ma deve essere al centro della missione della Chiesa»: è quanto ha affermato Chris Pearson, presidente della “National Catholic Safeguarding Commission” (Ncsc), organismo indipendente, fortemente voluto dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles e dalla Conferenza dei religiosi nel 2008, per garantire che minori e adulti vulnerabili siano protetti contro ogni tipo di abuso. 

Nei giorni scorsi, la National Catholic Safeguarding Commission ha pubblicato il rapporto annuale nel quale sono stati illustrati i risultati raggiunti e le più importanti novità messe in atto in ciascuna diocesi, tra le quali: un aumento ulteriore delle parrocchie con un rappresentante che ha l’incarico specifico di salvaguardare l’integrità fisica e psicologica dei bambini e una nuova linea telefonica, ancora da attivare, gestita da psicologi e “counsellor”, non necessariamente cattolici, in grado di ascoltare il dramma di chi ha subito un abuso.
La commissione aveva sostituito l’Ufficio cattolico per la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili (Copca), fortemente voluto dal cardinale Cormac Murphy O’Connor, allora primate della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles, in seguito alla pubblicazione del rapporto Nolan nel 2001. In quel periodo, il rapporto suggeriva l’istituzione di un ente cattolico per la protezione dei bambini e una serie di misure per estirpare casi di pedofilia dalla Chiesa. Tra i suggerimenti proposti allora: confessionali con le porte in vetro, una banca dati per controllare tutte le informazioni sugli aspiranti sacerdoti, un responsabile per il benessere dei bambini in ogni parrocchia, diocesi e ordine religioso; infine il consiglio di non dare alcun incarico che metta a repentaglio i minori a chi è stato condannato e di indagare subito chi è sospettato. Dal 2001 a oggi la Chiesa di Inghilterra e Galles ha compiuto sforzi enormi per rispondere alla sfida-sicurezza e alla protezione dei minori. Dal 2010 è attivo il sito www.cedar.uk.net dove sacerdoti, ma anche altre persone che ricoprono posizioni di responsabilità nelle parrocchie, possono trovare numeri di telefono ai quali chiedere aiuto, modelli e risorse per preparare incontri al fine di rendere le parrocchie più consapevoli del problema.

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21 settembre 2019

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