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Turisti non per caso

· Il grande racconto del viaggio in Italia da Guy de Maupassant a Edith Wharton ·

«Per l’ozioso che si rifiuta di misurare l’arte con l’orologio, l’Italia costituisce un orizzonte sconfinato»: l’elogio viene dalla scrittrice statunitense Edith Wharton e su questa dimensione si muove il libro di Attilio Brilli Il grande racconto del viaggio in Italia. Itinerari di ieri per i viaggiatori di oggi (Bologna, il Mulino, 2014, pagine 451, euro 48).

Del resto, anche se il Bel Paese ha conosciuto illustri detrattori — come è noto Metternich lo considerava una semplice «espressione geografica» — la penisola italiana ha sempre rappresentato una tappa obbligatoria del Grand Tour, ovvero quella consuetudine praticata dagli esponenti delle classi colte europee che si traduceva in lunghi itinerari attraverso le più importanti città del vecchio continente. E se non si veniva in Italia, come sottolineò lo stesso Goethe dopo aver contemplato la campagna romana, il Grand Tour avrebbe perso la propria ragion d’essere.

Ecco allora che l’opera di Brilli, nel riannodare le fila di un augusto passato, permette di rivivere le esperienze maturate da alcune grandi figure dei secoli scorsi. Ma lo sguardo è anche proiettato nel futuro, ovvero a beneficio di quanti intendessero mettersi in viaggio per scoprire, o riscoprire, le bellezze d’Italia, così trascurate e maltrattate. 

di Gabriele Nicolò

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24 ottobre 2019

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