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Turchia e Ue sempre più divise

· Dura reazione di Bruxelles dopo la sospensione della Convenzione dei diritti umani ·

L’Austria convoca l’ambasciatore

A una settimana dal fallito colpo di Stato, la tensione in Turchia resta molto alta.

Manifestanti a favore del Governo turco  nel centro di Istanbul (Afp)

Dopo avere decretato lo stato di emergenza, il presidente, Recep Tayyip Erdoğan, ha sospeso ieri la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, suscitando la forte reazione dell’Ue. «Una sospensione della convenzione è prevista, ma non è una deroga in bianco: i diritti fondamentali sono inalienabili», ha dichiarato da Washington l’Alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. L’Austria è stato il primo Paese dell’Ue a convocare l’ambasciatore turco per «chiarire in quale direzione la Turchia intenda andare», ha sostenuto il ministro degli Esteri, Sebastian Kurz, che ha bollato come «inaccettabili e incomprensibili» le misure prese finora da Ankara. Anche la Germania ha inviato una nota di protesta, chiedendo alla Turchia — ha spiegato il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier — «punizioni proporzionate a quanto accaduto», ma di evitare l’arresto o la sospensione dal servizio di persone che abbiano idee contrarie a quelle della maggioranza. Non è lo Stato, «ma il popolo ad avere preso questa decisione», ha subito reagito il premier turco, Binali Yildirim, a margine della seduta del Parlamento che, con 346 voti a favore e 115 contrari (su 550 deputati complessivi), ha decretato lo stato di emergenza per tre mesi. «Il nostro popolo ha dato vita a una situazione in difesa della democrazia e della libertà, dimostrando che i carri armati non erano sufficienti a fermare la gente», ha aggiunto Yildirim, sottolineando che l’obiettivo primario è ora l’eliminazione nel Paese di tutti «i residui» di Fetullah Gülen, l’imam che vive da tempo negli Stati Uniti, ritenuto la mente del fallito golpe. Quanto al congelamento dei diritti umani, Ankara fa sapere che «lo ha fatto anche la Francia» per difendersi dal terrorismo.

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19 settembre 2019

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