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Turchia e Stati Uniti insieme per fermare l’Is

· Un accordo prevede la creazione di una zona cuscinetto nella Siria settentrionale ·

La Turchia, impegnata per la prima volta nei raid per colpire le postazioni del cosiddetto Stato islamico (Is) in Siria e quelle del Partito dei lavoratori curdi (Pkk) in Iraq, avrebbe raggiunto un accordo di massima con gli Stati Uniti per la creazione di un’area cuscinetto al confine con la Siria settentrionale liberata dai terroristi.

Fonti Nato fanno sapere che il tema della creazione della zona cuscinetto «non sarà sul tavolo poiché non è una questione in cui la Nato è direttamente coinvolta». L’accordo potrebbe aumentare di molto la portata e il ritmo dei raid dei caccia americani. La zona, scrive il «Washington Post» citando funzionari americani e turchi, potrebbe accogliere i circa due milioni di profughi siriani che hanno trovato rifugio in Turchia. Stando a fonti citate dal «New York Times», si tratta di un piano che non è stato pensato per contrastare il presidente siriano, Bashar Al Assad, anche se favorirà indirettamente l’opposizione al regime di Damasco. La zona cuscinetto non creerebbe formalmente una no-fly-zone, da tempo richiesta da Ankara, anche se di fatto potrebbe avere un risultato del genere. Per la creazione ufficiale di una zona di interdizione al volo per gli aerei del regime siriano sarebbe necessaria la luce verde da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu, dove però con ogni probabilità Russia e Cina opporrebbero il loro veto. «Credo sia giusto riunirci per parlare delle turbolenze e instabilità che vediamo in Siria, Iraq e vicino ai confini Nato della Turchia» ha affermato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che ha evidenziato anche come Ankara non abbia ancora chiesto aiuto militare all’Alleanza. «La Turchia — ha detto Stoltenberg — ha un esercito forte e buone forze di sicurezza; l’autodifesa deve però essere proporzionata agli attacchi subiti».

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