Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Truppe al confine pronte a sparare

· Trump conferma la linea dura sui migranti ·

Pattugliamento al valico di San Ysidro (Afp)

Le truppe degli Stati Uniti inviate al confine col Messico «se sarà necessario useranno la forza letale per fermare i migranti che cercheranno di entrare nel paese». Lo ha detto ieri il presidente Donald Trump parlando con i giornalisti in Florida. «Spero di no, ma se dovranno farlo lo faranno», ha affermato il capo della Casa Bianca, che sta tentando di cambiare le regole di ingaggio della missione al confine. «Se arriviamo a una fase in cui perdiamo il controllo o c’è violenza, chiuderemo temporaneamente l’ingresso nel paese fino a quando la situazione non sarà nuovamente sotto controllo», ha aggiunto il capo della Casa Bianca, sottolineando che la chiusura danneggerebbe anche il Messico, dal momento che bloccherebbe tutti gli scambi. «L’intero confine, intendo l’intero confine. E il Messico non sarà più in grado di vendere automobili negli Stati Uniti», ha detto Trump.

Al momento sono oltre 4500 i migranti centroamericani, in maggioranza honduregni, arrivati nella città messicana di Tijuana nella speranza di poter superare la vicina frontiera con gli Stati Uniti. Lo riferiscono le autorità locali. Fuggiti da miseria e violenza, i migranti hanno raggiunto la zona dopo una lunga marcia a piedi, in carovane che la Casa Bianca ha denunciato come una minaccia alla sicurezza nazionale. Arrivati nella città di Tijuana, i migranti si sono detti pronti a chiedere asilo negli Stati Uniti, ma la lista di attesa per presentare la domanda è molto lunga. Il governatore dello stato messicano di Baja California, Francisco Vega de Lamadrid, ha chiesto alle autorità statunitensi di aumentare i funzionari che esaminano le richieste, aggiungendo che i migranti rischiano di rimanere in attesa a Tijuana almeno per cinque mesi.

Per fronteggiare la situazione la Casa Bianca starebbe lavorando a una misura chiamata “Remain in Mexico” che costringerebbe i richiedenti asilo ad aspettare oltre confine che la loro richiesta di asilo venga esaminata. Lo ha rivelato il «Washington Post».

Le guardia di frontiera intanto si preparano per fronteggiare l’arrivo dei migranti. L’agenzia per le dogane e i confini (Cbp) ha condotto una esercitazione al valico di San Ysidro, fra San Diego e Tijuana.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE