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Trump vara nuove sanzioni
contro Maduro

· Caracas tagliata fuori dal mercato finanziario statunitense ·

Scontro aperto tra Stati Uniti e Venezuela. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato ieri un ordine esecutivo per imporre «nuove, forti sanzioni finanziarie contro la dittatura in Venezuela», colpendo il regime di Nicolás Maduro ma non la popolazione. Le misure interessano direttamente il governo di Caracas e la compagnia petrolifera statale, e proibiscono affari connessi ai bond del settore pubblico venezuelano. In pratica Caracas resta tagliata fuori dal mercato finanziario americano.

L’obiettivo, «non è un cambio di regime ma il ripristino dell’autorità della legge e della democrazia». Il consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster ha assicurato che «non c’è all’esame alcun piano di azione militare nel futuro prossimo», precisando poi che il presidente Trump intende sfruttare «un ampio spettro di opzioni integrate».

La posizione di Trump è netta. «La dittatura di Maduro continua a privare il popolo venezuelano di cibo e medicine, imprigiona l’opposizione democraticamente eletta e sopprime violentemente la libertà di parola», afferma la Casa Bianca in una nota, spiegando che «le misure sono state calibrate per negare alla dittatura di Maduro una fonte importante di finanziamento per mantenere il suo ruolo illegittimo, proteggere il sistema finanziario statunitense dalla complicità nella corruzione in Venezuela e nell’impoverimento del popolo venezuelano, e consentire l’assistenza umanitaria». La decisione del governo venezuelano «di creare una illegittima assemblea costituente rappresenta una rottura fondamentale del legittimo ordine costituzionale in Venezuela» prosegue la Casa Bianca.

Immediata la reazione di Caracas. Maduro ha affermato che le sanzioni sono state chieste dall’opposizione. Parlando all’Onu, il ministro degli esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha definito le sanzioni «la peggiore aggressione al paese negli ultimi 200 anni».

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11 dicembre 2019

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