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Trump
sceglie la linea dura

· Sale la protesta contro l’ordine esecutivo sull’immigrazione e la Casa Bianca rimuove il segretario ad interim alla giustizia ·

Non si fermano le proteste e le polemiche sull’ordine esecutivo firmato pochi giorni fa dal presidente statunitense Donald Trump che limita l’immigrazione da sette paesi islamici.

Le manifestazioni di protesta in strada a Washington (Afp)

Dopo la condanna dell’Onu, che ha definito il provvedimento «illegale e meschino», è arrivata anche l’opposizione dei diplomatici. Questi ultimi, in una nota inviata al dipartimento di stato, hanno espresso perplessità sulle misure di sospensione. Secca la replica della Casa Bianca: «O rispettate il programma o potete anche andare via» ha detto il portavoce Sean Spicer. «Data la quasi assenza negli ultimi anni di attacchi compiuti da siriani, iracheni, iraniani, libici, somali, sudanesi e yemeniti entrati negli Stati Uniti con un visto, questo divieto avrà scarsi effetti pratici nel miglioramento della sicurezza» spiegano i diplomatici nel memo. L’ordine esecutivo, aggiungono, «va contro i valori costituzionali e americani che noi, come dipendenti federali, abbiamo giurato di difendere». E inoltre «danneggerà immediatamente le relazioni» con paesi i cui governi sono «importanti alleati e partner nella lotta contro il terrorismo a livello regionale e globale». Anche il predecessore di Trump alla Casa Bianca, Barack Obama, è intervenuto nella polemica sottolineando che con il nuovo ordine esecutivo firmato dal presidente «i valori americani sono a rischio». A conferma del clima di tensione interna c’è anche lo scontro con il segretario ad interim della Giustizia, Sally Yates, rimossa da

ll’incarico dopo aver ordinato ai legali del suo dipartimento di non difendere il decreto di Trump (dopo le accuse di incostituzionalità dei procuratori).

Yates «ha tradito il dipartimento di giustizia» ha affermato la Casa Bianca. Al suo posto è stata nominata Dana Boente, procuratore per il distretto orientale della Virginia. Nominata da Obama, Yates si stava preparando a lasciare il suo posto a Jeff Sessions, designato da Trump alla giustizia. Quasi contemporaneamente a Yates, Trump ha rimosso anche il segretario ad interim dell’immigrazione e delle dogane, Daniel Ragsdale, anche lui un ex dell’amministrazione Obama. Sarà sostituito da Thomas Homan.

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23 maggio 2018

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