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Trump ripristina le sanzioni all’Iran

· A partire dal 5 novembre ·

Gli Stati Uniti hanno annunciato il ripristino di tutte le sanzioni contro l’Iran revocate in seguito all’accordo sul nucleare del 2015. Si tratta di una diretta conseguenza della decisione del presidente Donald Trump di ritirarsi unilateralmente dall’intesa.

Ieri, incontrando la stampa nella sede del dipartimento di stato, il segretario di stato americano, Mike Pompeo, e quello del Tesoro, Steve Mnuchin, hanno dichiarato che le nuove sanzioni scatteranno lunedì 5 novembre. È la seconda tranche di misure restrittive dopo quella entrata in vigore lo scorso 6 agosto. Tre mesi fa erano stati colpiti l’acquisto di dollari da parte del governo iraniano, il commercio in oro o metalli preziosi, le transazioni significative riguardanti l’acquisto o la vendita di rial (la moneta iraniana). Ora nel mirino di Washington finiscono gli operatori portuali, le spedizioni marittime, la cantieristica navale e la Marina mercantile dell’Iran. Chi vuole fare affari con Teheran vedrà quindi ritirarsi i permessi o vedersi costretto a pagare multe.

Il punto delicato di queste nuove sanzioni riguarda il petrolio e la finanza. L’amministrazione Trump intende colpire l’acquisto dall’Iran di petrolio, prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici. Saranno inoltre imposte sanzioni anche per le eventuali transazioni di istituzioni finanziarie straniere con la Banca centrale e con altre istituzioni finanziarie iraniane.

Da Teheran, al momento, non si registrano dichiarazioni dei vertici del governo. «Non c’è motivo di preoccuparsi. Dovremo aspettare e constatare che gli Stati Uniti non sono in grado di mettere in pratica alcuna misura contro la coraggiosa nazione iraniana» ha affermato il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Bahram Qassemi. «Sembra che gli Stati Uniti non siano più in grado di mettere sotto pressione i paesi e le aziende; noi siamo in grado di gestire le questioni economiche del nostro paese».

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