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​Trump rinvia il discorso
sullo stato dell’Unione

· Ancora bloccata la trattativa con i democratici per superare lo shutdown ·

«Non sto cercando una sede alternativa per il discorso sullo stato dell’Unione perché non vi sono sedi che possano competere con la storia, la tradizione e l’importanza della camera». Lo ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciando la sua disponibilità a rinviare il suo intervento, previsto per il 29 gennaio, a dopo la fine dello shutdown. 

In precedenza la speaker della camera, la democratica Nancy Pelosi, aveva annunciato che non avrebbe autorizzato il discorso per la mancanza di adeguate misure di sicurezza a causa del parziale blocco delle autorità federali causato dalla mancata approvazione della legge di bilancio.
Intanto dall’Fbi giunge un allarme: il prolungato shutdown starebbe mettendo a rischio la lotta alla criminalità e al terrorismo. A lanciarlo è l’associazione di categoria che rappresenta gli oltre tredicimila dipendenti del bureau investigativo che in un rapporto sottolinea come le risorse disponibili per sostenere il lavoro degli agenti federali siano sempre di meno e rischiano di portare la situazione al collasso. «È fondamentale stanziare immediatamente i fondi per l’agenzia», afferma Thomas O’Connor, presidente della Fbi agents association, sottolineando come tra i problemi più gravi causati dallo shutdown c’è l’impossibilità in molti casi di pagare informatori e traduttori e quella di spiccare mandati di comparizione o capi di accusa verso persone accusate di violenze, traffico di droga e di bambini, riciclaggio di denaro sporco, terrorismo. Ma molti uffici dell’Fbi sono oramai a corto di strumenti basilari ed essenziali per portare avanti la propria attività, come pneumatici per le auto, tamponi per il test del Dna o anche la semplice carta per le stampanti. «Sono in ballo indagini che non possono essere gestite come un interruttore che si spegne e poi si riaccende», afferma O’Connor.

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27 maggio 2019

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