Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Trump raddoppia i dazi e la lira turca affonda

· Sale la tensione tra Ankara e Washington ·

Sale la tensione fra Stati Uniti e Turchia dopo la decisione del presidente Donald Trump di raddoppiare i dazi su acciaio e alluminio in seguito alla crisi della lira turca. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, in un articolo sul «New York Times», ha avvertito Washington: se non invertono la tendenza all’unilateralismo e alla mancanza di rispetto «saremo costretti a iniziare a cercare nuovi amici e alleati». Prima che sia troppo tardi — ha aggiunto Erdoğan — «Washington deve rinunciare all’idea che le nostre relazioni siano asimmetriche». La lira turca è arrivata a perdere oltre il venti per cento contro dollaro ed euro, scatenando il contagio sui mercati.

L’aumento dei dazi di Trump ha peggiorato una lunga crisi diplomatica in corso tra Turchia e Stati Uniti, iniziata con l’arresto da parte delle autorità turche del predicatore evangelico americano Brunson, accusato di terrorismo e di complicità con gli autori del tentato colpo di stato del 2016.

Il presidente Erdoğan ha parlato di «guerra economica» contro gli Stati Uniti e ha fatto appello alla retorica nazionalista, incolpando gli speculatori e i nemici internazionali della Turchia. «Non possono usare la lingua delle minacce e dei ricatti contro questo paese» ha insistito ieri in un discorso da Gümüşhane, nel nord della Turchia. Senza fare esplicito riferimento agli Stati Uniti, Erdoğan — riporta l’agenzia di stampa Dpa — ha chiesto «una soluzione diplomatica», affermando che «qualsiasi percorso diverso da negoziati pacifici porterà a un vicolo cieco».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE