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Trump pronto
a costruire il muro

· Ordine esecutivo sull’immigrazione ·

«Grande giorno per la sicurezza nazionale: costruiremo il muro». Queste le parole twittate ieri sera dal presidente statunitense, Donald Trump, per anticipare i contenuti dell’ordine esecutivo che sarà firmato oggi. La sicurezza nazionale, appunto, con misure restrittive sui migranti, tra le quali la controversa decisione di costruire un muro al confine con il Messico, proposta che già in campagna elettorale sollevò non poche polemiche.

Trump nello studio ovale insieme ai suoi collaboratori (Afp)

È inoltre allo studio un provvedimento per bloccare l’arrivo di profughi dalla Siria, oltre che da «altre nazioni esposte al terrorismo». L’America del dopo-Obama inizia quindi da una riforma dell’immigrazione, all’insegna di un netto giro di vite. La linea di Trump è chiara: bloccare l’immigrazione economica, principalmente dall’America centrale, e aumentare i controlli anti-terrorismo, tagliando gli arrivi dai paesi più colpiti dal terrorismo, il che vuol dire anche possibili restrizioni sugli ingressi dall’Europa. Sapremo fra poche ore se anche quest’ultima parte delle sue proposte sarà inclusa nel decreto esecutivo. C’è poi la proposta del muro con Messico. Com’è noto, una barriera fortificata esiste già, al confine californiano tra San Diego e Tijuana, e fu edificata durante l’amministrazione del presidente Bill Clinton. Bisogna capire se Trump intenda ampliare o rafforzare la barriera già esistente o se invece voglia rafforzare i controlli nei punti di passaggio, aumentando il numero degli agenti sul posto. C’è poi tutta una partita legale: il governo messicano — stando a quanto riporta il «Washington Post» — preme affinché la nuova amministrazione assicuri il rispetto dei diritti umani degli irregolari rimpatriati e la libertà di rimesse di denaro degli emigrati. La battaglia tra repubblicani e democratici sul tema dell’immigrazione va avanti da molti anni. Nel giugno 2016 la Corte suprema aveva bloccato la riforma dell’immigrazione voluta dal presidente Barack Obama. Una riforma, questa, fondata su due misure cardine: niente espulsione dal paese per genitori, senza documenti, di figli nati negli Stati Uniti; protezione assoluta per persone arrivate nel paese quando erano bambini.

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23 maggio 2018

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