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Trump ottiene
la nomination

· ​Alla convention repubblicana di Cleveland 1.725 delegati si esprimono a suo favore ·

Per lo speaker della Camera Paul Ryan è finito il tempo delle divisioni

La convention di Cleveland ha formalmente incoronato Donald Trump quale candidato repubblicano alle presidenziali 2016. Il tycoon newyorchese ce l'ha fatta, dopo sedici mesi di campagna elettorale e 56 primarie. 

Lo speaker della Camera Paul Ryan annuncia la nomination di Trump (Ansa)

Fino a poco tempo fa considerato un outsider della politica, Trump ha sbaragliato tutti gli altri concorrenti, superato l’ostracismo dell’establishment del partito e conquistato la nomination con 1.725 delegati favorevoli. Nella giornata di ieri, la Roll call degli Stati (cioè la conta dei voti per ratificare la nomina del candidato presidenziale repubblicano) ha seguito il copione tradizionale, escludendo possibili tentativi di “obiezione di coscienza” e procedendo in ordine alfabetico. Come vuole la tradizione, allo Stato del candidato, New York, è stato affidato il compito di portare Trump al trionfo superando la soglia dei 1.237 delegati necessari per la nomination. Soddisfazione è stata espressa dal clan del magnate, figli e moglie. Ad annunciare la nomination è stato lo speaker della Camera dei rappresentanti e presidente della convention, Paul Ryan, uno dei principali leader del partito, confermando anche la candidatura del governatore dell’Indiana, Mike Pence, alla vice presidenza. Ryan non ha nascosto le tensioni e le fratture che la stagione delle primarie ha creato all’interno del Grand Old Party. Domani, giornata conclusiva della kermesse, è atteso il discorso finale del magnate, che intanto è già intervenuto ieri sera con un video messaggio: «Ora dobbiamo andare fino in fondo, sono così orgoglioso di essere il vostro candidato per la presidenza. Lavorerò sodo e non vi deluderà mai» ha detto.

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