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Pioggia di critiche su Trump

· I vescovi condannano le separazioni e ricordano che i bambini rifugiati appartengono alle loro famiglie ·

«I bambini rifugiati appartengono alle loro famiglie, non al governo e ad altre istituzioni. Rubare i bambini ai loro genitori è un peccato grave. È immorale». Il tweet diffuso dall’arcivescovo di San Antonio, Gustavo Garcia-Siller, si aggiunge alle tante voci, non solo cattoliche, che negli Stati Uniti in questi giorni esprimono indignazione per la separazione forzata dei bambini migranti dalle loro famiglie giunte al confine messicano. Alcuni giorni fa, il presidente della commissione per le migrazioni della conferenza episcopale, vescovo Joe Steve Vásquez, ha diffuso una dichiarazione in cui si afferma che separare con la forza i bambini dalle loro madri e i loro padri è contrario ai valori cattolici: «L’unità familiare è una pietra miliare del sistema di immigrazione americano e un elemento fondatore dell’insegnamento della Chiesa».

Sostegno alle posizioni dei vescovi statunitensi è stato espresso da Papa Francesco in un’intervista diffusa dall’agenzia Reuters, mentre oggi, in occasione della giornata internazionale del rifugiato, il Pontefice ha lanciato due tweet. «Incontriamo Gesù nel povero, nello scartato, nel rifugiato. Non lasciamo che la paura ci impedisca di accogliere il prossimo bisognoso» si legge nel primo. «La dignità della persona — afferma Papa Francesco nel secondo breve messaggio — non dipende dal suo essere cittadino, migrante o rifugiato. Salvare la vita di chi scappa dalla guerra e dalla miseria è un atto di umanità».

Il presidente della commissione per le migrazioni della conferenza episcopale statunitense ha ieri inviato una lettera a tutti i membri della camera dei rappresentanti in cui auspica il varo di una legge sull’immigrazione che non abbia un impatto negativo sulle famiglie e sui più vulnerabili». Nella sua lettera Vásquez si sofferma sulla questione dei dreamers, i ragazzi giunti negli Stati Uniti in giovanissima età e ai quali sembra ora negato il percorso di cittadinanza, auspicando anche in questo caso iniziative bipartisan che conducano a soluzioni che difendano i più deboli e le famiglie.

Sulla questione dei bambini separati dalle loro famiglie sono intervenuti anche i vescovi del Messico, esprimendo «grave preoccupazione». In una nota firmata dal presidente della conferenza episcopale, cardinale José Francisco Robles Ortega, e dal segretario generale, Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, i presuli sottolineano che «le famiglie non devono essere separate; al contrario, il bene comune si consolida attraverso l’unità delle famiglie». I vescovi messicani rivolgono, così, «un forte appello al governo degli Stati Uniti, per salvaguardare l’integrità delle famiglie migranti e il diritto che tanto i genitori che i figli hanno di restare uniti». «La sovranità politica di qualunque stato — affermano — si arresta di fronte a una sovranità che viene prima e molto più fondamentale: la sovranità delle famiglie».

Nonostante la pioggia di critiche, il presidente Trump resta fermo sulle sue posizioni, difendendo la sua politica di “tolleranza zero” alle frontiere. Per questo ha di nuovo invitato il congresso a varare la riforma dell’immigrazione che, in cambio del finanziamento per la costruzione del muro lungo il confine con il Messico, porrebbe fine alle separazioni delle famiglie.

Al termine di una riunione con diversi esponenti politici del partito repubblicano, alcuni dei quali apertamente critici verso la politica dell’amministrazione in materia di immigrazione, il presidente ha dichiarato ai giornalisti che le leggi in vigore sono trasgredite da decenni. Trump ha ribadito di voler sostenere ogni progetto che mira a porre fine alla «crisi delle frontiere e al problema della separazione delle famiglie, a condizione che venga eretto il muro alla frontiera messicana per limitare l’immigrazione illegale». Secondo quanto ha riportato la Cnn, il presidente avrebbe anche affermato: «I bambini che piangono non vanno bene da un punto di vista politico».

Intanto, lo stato di New York si appresta a fare causa al governo federale per la separazione delle famiglie al confine con il Messico. Lo afferma il governatore Andrew Cuomo, sottolineando come a suo avviso l’amministrazione stia violando i diritti costituzionali degli immigrati. 

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