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Trump minaccia pesanti dazi
sui beni messicani

· ​In vigore se non saranno prese misure per ridurre «il numero di stranieri illegali che entrano negli Stati Uniti» ·

Suona come un ultimatum il tweet postato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump con il quale ha annunciato «dazi del 5 per cento su tutti i beni importati negli Usa dal Messico a partire dal prossimo 10 giugno, che aumenteranno al 10 per cento in luglio fino al 25 per cento in ottobre». La misura entrerà in vigore «se il Messico non avrà adottato misure per ridurre drasticamente o eliminare il numero di stranieri illegali che entrano negli Stati Uniti».

Il messaggio apparso questa mattina (ora italiana) su internet era stato preannunciato ieri dal quotidiano «The Washington Post» in seguito ad alcune dichiarazioni da parte di tre funzionari dell’amministrazione Trump. La Casa Bianca farebbe ricorso all’International emergency economic power act, una legge varata negli anni Settanta che permette al governo degli Stati Uniti la gestione diretta del commercio in caso di emergenza nazionale. Per il presidente Usa, l’attuale situazione al confine con il Messico è un’emergenza nazionale, tanto quanto la costruzione del muro di confine, punto nevralgico della sua amministrazione, ma che tarda a essere approvato dal Congresso Usa per le obiezioni avanzate dalla Camera, a guida prevalentemente democratica e per le ripetute sentenze di vari tribunali che in tutto il paese contestano le procedure seguite da Trump.

In una lettera indirizzata alla Casa Bianca, il presidente messicano, Andrés Manuel López Obrador, ha fatto sapere che «i problemi sociali che spingono i migranti verso gli Stati Uniti non possono risolversi con i dazi o le misure coercitive», indicando, piuttosto, «il dialogo e una discussione approfondita sulle ragioni dei flussi migratori», quali soluzioni per risolvere l’emergenza. Gli ha fatto eco il vice ministro messicano per il Nord America, Jesus Seade, che all’emittente «Foro TV» ha parlato di «minaccia molto grave», pur manifestando l’intenzione di «non volere una guerra commerciale con gli Stati Uniti».

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15 settembre 2019

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