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Trump indagato
per lo scandalo Russiagate

· ​Il procuratore speciale Müller ipotizza il reato di ostruzione della giustizia ·

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (Afp)

La trama del Russiagate si fa sempre più intricata. Il presidente Donald Trump è sotto indagine e potrebbe profilarsi per lui l’accusa, gravissima, di ostruzione alla giustizia. Per la stessa accusa Richard Nixon fu costretto a dimettersi nel 1974 in seguito allo scandalo del Watergate, e oltre vent’anni dopo, nel 1998, Bill Clinton fu sottoposto ad impeachment. La rivelazione shock arriva dalle colonne del «Washington Post». Secondo lo storico quotidiano, «il procuratore speciale che sovrintende all’inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni del 2016 interrogherà alti dirigenti dell’intelligence come parte di una più ampia indagine che ora include l’esame dell’ipotesi se il presidente abbia tentato di ostruire la giustizia». Una frase semplice, secca, ma pesantissima. Il procuratore speciale Robert Müller iii sta indagando per appurare se e in quale misura il presidente Trump abbia ostacolato la giustizia nella vicenda. Secondo il codice statunitense (capitolo 18, sezione 1503), l’ostruzione alla giustizia è un crimine per cui è punibile anche il Commander in Chief. In base alla ricostruzione del «Washington Post», il procuratore speciale, che è stato scelto dal dipartimento della Giustizia, sentirà come testimoni diversi senior intelligence officials (alti funzionari dell’Intelligence) all’inizio della settimana prossima. Secondo cinque fonti diverse — che hanno parlato con il quotidiano della capitale a condizione di mantenere l’anonimato in quanto non sono stati autorizzati a discutere di questa vicenda pubblicamente — Daniel Coats, attuale direttore della National Intelligence, Mike Rogers, capo della Nsa (National Security Agency) e Richard Ledgett (vice di Rogers) sarebbero tra i prossimi testimoni che verranno ascoltati, in quanto persone informate dei fatti. Coats, Rogers e Ledgett appariranno volontariamente, ma non si sa se diranno tutto sulle loro conversazioni con Trump o se il presidente userà il suo privilegio esecutivo per mantenerle segrete. Molto probabilmente, Müller cercherà di fare luce sul licenziamento di James Comey, ex direttore dell’Fbi, licenziato da Trump con cinque anni di anticipo sulla scadenza del mandato (2022) e che ha accusato il presidente di aver voluto insabbiare le indagini sull’ex consigliere alla sicurezza nazionale, il generale Michael Flynn, dimessosi proprio in seguito alle rivelazioni sui suoi rapporti con il Cremlino. 

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15 settembre 2019

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