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Trump frena
sul dialogo con Pyongyang

· Nessun colloquio con Kim fino a quando non ci saranno impegni concreti ·

Brusca frenata della Casa Bianca dopo l’annuncio di ieri del possibile faccia a faccia a maggio tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un. «Non vi saranno colloqui fino a quando la Corea del Nord non farà seguire azioni alle parole», ha infatti detto la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, rispondendo alle domande dei giornalisti. «Abbiamo bisogno di azioni concrete e verificabili» da parte di Pyongyang, ha aggiunto, sottolineando che gli Stati Uniti «non faranno alcuna concessione prima dei colloqui». E che il presidente «non terrà nessun incontro prima di vedere passi concreti». La Corea del Nord «ha fatto alcune promesse — ha precisato Sanders — e l’incontro con Kim non avverrà senza azioni tangibili che corrispondano alle promesse fatte».

Il riferimento è al messaggio recapitato a Washington da Pyongyang tramite una delegazione sudcoreana. Nella missiva, Kim Jong-un si sarebbe detto pronto a sospendere i test nucleari e missilistici, impegnandosi nella denuclearizzazione della penisola coreana prima del colloquio con Trump. L’annuncio del possibile summit tra Kim e Trump (sarebbe la prima volta in assoluto che un presidente degli Stati Uniti in carica incontra un leader della Corea del Nord) è stato comunque accolto con favore dalle cancellerie mondiali. Alle dichiarazioni positive di ieri di Cina e Russia si sono aggiunte quelle dell’Onu e di altri leader internazionali. E mentre la Svizzera si è offerta per ospitare lo storico incontro, il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, si è detto «incoraggiato» dall’annuncio del summit, ribadendo «il sostegno a tutti gli sforzi per la denuclearizzazione pacifica della penisola, in conformità con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza».

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19 settembre 2019

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