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Trump firma la legge
sui dazi

· Eccezioni per Canada e Messico ·

«Proteggo i lavoratori americani, proteggo la sicurezza nazionale». Con queste parole il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato la nuova tappa della sua azione in campo economico per difendere i settori chiave come l’acciaio e l’alluminio. Il presidente ha firmato il decreto che infligge sulle importazioni dall’estero un dazio doganale del 25 per cento per il primo, del 10 per cento per il secondo. 

E lo ha fatto scegliendo di usare l’articolo di legge 232 che si riferisce appunto alla sicurezza nazionale. La giustificazione: quei due metalli vengono usati in molte produzioni di armamenti (aerei militari, navi da guerra, carriarmati e missili), e quindi gli Stati Uniti potrebbero perdere l'autosufficienza. Trump non vuole trovarsi in una situazione in cui la produzione di materiale bellico verrebbe a dipendere da importazioni straniere. Non sono poche le critiche all’azione del presidente all’interno del congresso. «Sono in disaccordo con questa azione — afferma in una nota lo speaker della camera, il repubblicano Paul Ryan — e temo le sue non volute conseguenze. Continueremo a sollecitare l’amministrazione affinché questa politica si concentri su quei paesi e quelle pratiche che violano le leggi commerciali». Ieri sera il consigliere di Trump per il commercio estero, Peter Navarro, aveva anticipato in un’intervista alla Fox News le due eccezioni temporanee di Canada e Messico, inizialmente esentati da questi dazi pur essendo ambedue grossi esportatori di acciaio negli Stati Uniti. La motivazione: «Questi paesi sono amici e alleati», ma soprattutto è in corso con loro il negoziato per la revisione del trattato Nafta che regola il mercato unico nordamericano. Per quanto riguarda l’Europa, anche qui c’è un’offerta di flessibilità da parte della Casa Bianca, ma più vaga e problematica. I paesi con cui ci sono alleanze (è il caso della Nato) vengono invitati a offrire a Washington delle opzioni alternative ai dazi, fermo restando che va tutelata la produzione nazionale. 

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24 agosto 2019

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