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Trump e Moon
riparlano di Kim

· Incontro a Washington tra Stati Uniti e Corea del Sud ·

Lo stallo nel processo di denuclearizzazione della Corea del Nord, soprattutto dopo il fallimento del vertice del mese scorso ad Hanoi tra Donald Trump e Kim Jong-un, è al centro dell'incontro di giovedì a Washington tra il presidente degli Stati Uniti e quello della Corea del Sud, Moon Jae-in.

Fonti della presidenza sudcoreana e della Casa Bianca hanno confermato che i due leader terranno discussioni in merito all’approfondimento dell’alleanza tra Seoul e Washington, e delineare una strategia comune per la completa denuclearizzazione e la pace nella penisola coreana. L'incontro, il settimo tra Trump e Moon, si svolgerà in concomitanza con la prima sessione della quattordicesima assemblea suprema della Corea del Nord.

I colloqui di Hanoi sono falliti dopo che gli Stati Uniti hanno chiesto alla Corea del Nord di fornire un inventario dettagliato del proprio programma missilistico e nucleare. Pyongyang, invece, vuole che Washington revochi la sanzioni ed offra garanzie di sicurezza al regime prima di fare ulteriori concessioni. E nel commentare il precario stato dei rapporti diplomatici tra Washington e Pyongyang, Moon ha fatto sapere che, per spezzare lo stallo nei negoziati con gli Stati Uniti, la Corea del Nord dovrebbe intraprendere «azioni concrete» verso la rinuncia al proprio arsenale atomico. Recenti rapporti d’intelligence fanno supporre il riavvio di preparativi per un test balistico da parte del regime nordcoreano. Un lancio di qualunque tipo, ha avvertito Moon, sarebbe «disastroso», e produrrebbe «un esito catastrofico», con la vanificazione dei progressi negoziali conseguiti nell’arco del 2018 e un ritorno a un passato carico di tensione. Seoul ha ribadito che l’obiettivo resta la realizzazione di una «penisola coreana libera dalle armi nucleari, pacifica e prospera», avvertendo che la Corea del Sud non accetterebbe alcuna intesa pacifica con una Corea del Nord armata di testate nucleari.

A riguardo, il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), il giapponese Yukiya Amano, ha confermato di essere pronto a inviare ispettori in Corea del Nord entro poche settimane, nel caso Pyongyang giunga a un accordo con gli Stati Uniti e la Comunità internazionale per la rinuncia al suo programma nucleare. «Potremmo rispondere a breve a qualunque richiesta di inviare nuovamente gli ispettori», ha spiegato il direttore nel corso di una recente riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu in merito al Trattato di non-proliferazione nucleare.

Al Palazzo di Vetro, Amano ha dichiarato che l’Aiea è l’unico organismo in grado di vigilare sul processo di denuclearizzazione della Corea del Nord in maniera «imparziale, indipendente e oggettiva». L’Aiea non accede alla Corea del Nord dal 2009, quando Pyongyang ne espulse gli ispettori, e da allora monitora l’attività nordcoreane tramite la sorveglianza satellitare.

Segnali poco incoraggianti giungono nel frattempo dalla Corea del Nord. Dopo il promettente riavvicinamento della scorsa estate al termine del primo faccia faccia tra Trump e Kim (a Singapore), il regime di Pyongyang potrebbe decidere una sospensione dei colloqui con gli Stati Uniti. E' quanto prevede il vice ministro degli esteri nordcoreano, Choe Son-hui, in un nuovo segnale di allontanamento dopo il fallimento del vertice di Hanoi.

di Francesco Citterich

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15 novembre 2019

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