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Trump e Clinton vincono a New York

· Tappa fondamentale nella corsa alle nomination per la Casa Bianca ·

Trionfo di Donald Trump e netta affermazione di Hillary Clinton. Lo Stato di New York, nelle sue primarie in vista dell’elezione alla Casa Bianca, sul fronte repubblicano premia il discusso tycoon con il 60 per cento dei consensi e decine di punti di distacco sul governatore dell’Ohio John Kasich e il senatore Ted Cruz. Sul fronte democratico, promuove l’ex segretario di Stato con il 57 per cento dei voti, contro il 42 per cento di Sanders. A chiusura delle urne, i media parlavano di testa a testa ma l’illusione per il senatore del Vermont è durata poco. Ha registrato piuttosto una sconfitta pesante, visto il numero di delegati in palio, ma Sanders ritiene ancora di avere una chance per la vittoria.

Il magnate newyorchese Trump festeggia nella sua Trump Tower nella Fifth Avenue e ribadisce la sua linea sostenendo che le aziende americane vanno all’estero, gli immigrati illegali sono spesso trattati meglio dei veterani, e che l’Obamacare, la riforma sanitaria, sarebbe un disastro. All’Hotel Sheraton di Times Square, festeggia con i suoi Hillary Clinton, affermando che gente come Trump e Cruz spinge verso un’America divisa e francamente pericolosa. Promette di abbattere le barriere piuttosto che costruire muri. Dopo le prime dichiarazioni di vittoria e di accuse all’avversario, in realtà, i due vincitori nella Grande Mela continuano i loro discorsi ormai da candidati alla presidenza, cioè come se ormai fosse scontata la rispettiva nomination.

Per Trump è un successo anche superiore alle stime della vigilia, che gli consente di conquistare quasi tutti i 95 delegati in palio, avvicinandosi alla soglia di 1.237 rappresentanti che renderebbe automatica la sua nomination. E punta la sua attenzione sui temi dell’economia e della disoccupazione, in vista dell’appuntamento elettorale nei prossimi grandi Stati, come la Pennsylvania e il New Jersey. Al di là dei numeri, comunque decisivi, la vittoria colpisce anche perché inverte una tendenza che sembrava essersi imposta nelle ultime settimane, con le vittorie di Ted Cruz in Wisconsin, Colorado, Wyoming e la percezione che la campagna di Trump conoscesse le prime incrinature. Anche se sembra proprio che dietro le quinte del partito repubblicano in tanti continuino a sognare che un candidato finora rimasto fuori dalla corsa venga incoronato alla Convention di Cleveland. Per far questo bisognerebbe evitare che Trump arrivi alla quota di delegati che blinda la nomination. I media statunitensi parlano di strane regole del partito rispolverate per portare via a Trump delegati negli Stati dove ha vinto il voto popolare. Anche l’ex segretario di Stato, Clinton, sembra usare toni da candidata alla Casa Bianca. Dopo le accuse agli sfidanti repubblicani, si rivolge ai sostenitori di Bernie Sanders, affermando che «sono più le cose che uniscono di quelle che dividono», e chiedendo di ricompattare il partito e puntare insieme alle elezioni nazionali di novembre, senza continuare a danneggiarsi.

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20 ottobre 2019

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