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Trump a colloquio
con Netanyahu

· Per rafforzare la partnership ·

A poche ore dall’insediamento alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo scambio di opinioni «è stato molto buono», ha affermato Trump, invitando Netanyahu alla Casa Bianca in febbraio. 

La data sarà fissata nei prossimi giorni. Venerdì prossimo, invece, sarà la volta del premier britannico Theresa May, primo leader straniero a essere ricevuto dal neo-presidente nello studio ovale. Nel corso della telefonata, Trump ha garantito a Netanyahu che «gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con Israele affinché vengano fatti progressi verso l’obiettivo della pace con i palestinesi, ma solo con negoziati diretti». Il presidente ha confermato l’impegno di Washington «per una stretta collaborazione militare, nell’intelligence e nella sicurezza con Israele», nel nome — ha precisato — di una «profonda e vincolante partnership tra i due Paesi».

Trump ha anche sottolineato che la lotta contro i miliziani del cosiddetto stato islamico (Is) e tutti gli altri gruppi terroristici islamici rappresenta «una priorità» per la sua amministrazione. Sabato scorso il presidente statunitense si era recato al quartier generale della Cia dove ha ribadito l’impegno a sradicare l’Is. Tra i primi provvedimenti di Trump c’è da segnalare l’eliminazione della pagina di Facebook e Twitter in spagnolo della Casa Bianca. Pagina che venne realizzata pochi mesi dopo l’insediamento di Barack Obama, nel 2009. E sempre sabato scorso, centinaia di migliaia di donne hanno partecipato a Washington a una marcia a sostegno dell’uguaglianza e a difesa dei diritti civili, sostenendo di non essere rappresentate dal nuovo presidente. Manifestazioni analoghe si sono tenute New York, Boston, Los Angeles, Chicago e Seattle.

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24 agosto 2019

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