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Trump chiede unità
ma non rinuncia al muro

· Nel discorso sullo stato dell’Unione il presidente ribadisce la sua linea sull’immigrazione ·

Il presidente Donald Trump durante il discorso sullo stato dell’Unione

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un appello all’unità nel suo discorso sullo stato dell’Unione, ma sulla costruzione del muro al confine con il Messico non ha fatto alcun passo indietro. «La mia agenda è bipartisan. Dobbiamo rigettare la politica della vendetta, della resistenza, della punizione e abbracciare il potenziale illimitato della cooperazione, del compromesso e del bene comune», ha detto nel suo intervento durato circa 80 minuti. «Milioni di cittadini ci stanno guardando mentre siamo riuniti in quest’aula, sperando che governiamo non come due partiti ma come una sola nazione», ha dichiarato Trump, costantemente interrotto dagli applausi dei suoi sostenitori. Il presidente ha poi definito un «dovere morale» proteggere la frontiera, reclamando «una barriera intelligente» e non più un «semplice muro di cemento». Ha inoltre sottolineato di aver inviato 3750 militari al confine per fronteggiare il «terribile attacco» delle carovane dei migranti che arrivano dal Messico. «Il muro lo costruirò», ha ribadito. Trump ha poi difeso il suo approccio fermo nei rapporti con la Cina sul fronte commerciale, ha definito l’economia statunitense «l’invidia del mondo», avvertendo che la «ridicola indagine» sul Russiagate rischia di minarla. Il capo della Casa Bianca ha anche sollecitato uno sforzo bipartisan per debellare l’Aids in 10 anni e ha chiesto una legge per vietare l’aborto tardivo.

Sul fronte internazionale ha ribadito che è arrivato il momento di richiamare i militari dalla Siria, senza rinunciare «alla distruzione» del sedicente stato islamico (Is) e ha definito «costruttive» le trattative con i talebani per la pace in Afghanistan. Al tempo stesso ha confermato che dopo aver sospeso il trattato con la Russia sui missili nucleari a medio raggio è pronto a negoziarne un altro ma multilaterale, «aggiungendo la Cina e altri paesi». Altrimenti — ha sottolineato — gli Stati Uniti saranno superati da altre nazioni nella spesa e nell’innovazione per sviluppare armi.

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20 settembre 2019

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