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Trump chiede una coalizione contro il terrorismo

· Il presidente statunitense a Riad sottolinea che la guerra ai jihadisti non è una guerra di religione ·

«Non sono venuto qui a darvi lezioni, non sono io a dirvi come dovete vivere. Ma occorre una coalizione internazionale contro il terrorismo. Le nazioni del Medio oriente non possono aspettare che sia l’America a sconfiggerlo. Dovete battere voi il nemico che uccide in nome della fede». 

Questo il punto nodale del discorso del presidente statunitense Donald Trump in Arabia Saudita. Trump ha parlato ieri a Riad davanti a cinquanta leader del Consiglio di cooperazione del Golfo. Ha parlato di «realismo fondato sui principi». Questa mattina Trump è arrivato in Israele dove ha incontrato il premier Benjamin Netanyahu e il presidente Reuven Rivlin. Sulla lotta al terrorismo, nel discorso ai paesi del Golfo Trump ha spiegato: «Possiamo prevalere su questo male solo se le forze del bene sono unite e forti, e se ciascuno in questa stanza fa la sua parte e si prende carico della sua responsabilità. Il terrorismo si è diffuso nel mondo intero. Ma il cammino verso la pace comincia qui, in questa terra antica e sacra. L’America è pronta a stare dalla vostra parte, in nome degli interessi comuni e della sicurezza. Tuttavia, le nazioni del Medio oriente non possono aspettare che sia la forza dell’America a schiacciare questo nemico per loro. Le nazioni del Medio oriente devono decidere che futuro vogliono per se stesse, per i propri figli». Trump ha inoltre voluto precisare un concetto determinante: quella contro il terrorismo di matrice islamica non è una guerra di religione. «Questa non è una battaglia tra fedi o tra civiltà. È una battaglia tra barbari criminali che cercano di distruggere la vita umana, e le persone oneste di tutte le religioni che cercano di proteggerla» ha detto il capo della Casa Bianca.

Trump si è poi rivolto ai paesi arabi ribadendo il sostegno statunitense. «I nostri amici — ha detto Trump — non dovranno mai dubitare del nostro appoggio. Le alleanze migliorano la sicurezza attraverso la stabilità, non gli strappi radicali. Prenderemo le nostre decisioni basandoci sul mondo reale, non su ideologie inflessibili. Quando sarà possibile, cercheremo riforme graduali, non interventi improvvisi». Alla sua prima missione all’estero, Trump domani, 23 maggio, sarà a Roma e il 24 avrà luogo la sua visita in Vaticano. Il giorno successivo sarà a Bruxelles, per partecipare al summit della Nato e quindi, il 26 e 27 a Taormina, in Sicilia, per il vertice del g7. 

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23 maggio 2018

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