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Trump cambia le regole
sull’immigrazione

· Il nuovo piano privilegia i lavoratori qualificati rispetto ai ricongiungimenti familiari ·

Ha suscitato polemiche il nuovo piano sull’immigrazione presentato ieri alla Casa Bianca dal presidente statunitense Donald Trump. Un piano che privilegia l’accoglienza di lavoratori stranieri qualificati rispetto ai ricongiungimenti familiari e che, secondo alcuni, mira a rassicurare quel mondo economico che ha bisogno di manodopera specializzata, a partire dalla Silicon Valley. Il piano, messo a punto con il consigliere suo genero Jared Kushner, non prevede però disposizioni sui cosiddetti “dreamers”, cioè i giovani arrivati negli Stati Uniti quando avevano meno di anni con genitori entrati irregolarmente in territorio statunitense. L’obiettivo è «modernizzare il nostro sistema di immigrazione legale, rimasto immutato per decenni», ha spiegato la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders. «Vogliamo — ha aggiunto — andare verso un sistema basato sul merito», che favorisca l’arrivo di lavoratori qualificati capaci di contribuire alla crescita degli Stati Uniti. «L’economia è in pieno boom, ha bisogno di manodopera», ha proseguito. La formulazione del sistema di immigrazione «basato sul merito», che dovrebbe garantire al tempo stesso la sicurezza degli Stati Uniti e l’accesso da parte delle persone più qualificate, si è scontrata subito con la bocciatura da parte dalla leadership democratica al Senato e alla Camera, dove i repubblicani non hanno i voti necessari a far approvare la legge. Parlando nel Rose Garden della Casa Bianca, il presidente ha illustrato i principi di un piano che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe frutto del compromesso tra l’ala intransigente del suo consigliere Stephen Miller, deciso a diminuire anche l’immigrazione legale, e quella più pragmatica del genero Kushner, che ha in mente l’esigenza degli imprenditori di attirare talenti. Trump ha ripetuto la volontà di costruire il muro per fermare gli illegali, e «tenere fuori i criminali». Il piano presentato ieri lascerebbe il numero totale degli immigrati ammessi negli Stati Uniti grosso modo invariato, rovesciando però i criteri di selezione. Oggi nel paese entrano legalmente un milione e centomila persone all’anno. Il 12 per cento delle carte verdi, cioè il permesso di soggiorno a tempo indeterminato, viene assegnato in base a criteri qualitativi, mentre due terzi degli immigrati sono sponsorizzati da parenti che già si trovano nel Paese. Circa 50.000 permessi sono poi distribuiti con una lotteria aperta a tutto il mondo, con alcuni limiti per le nazioni che hanno già avuto molti ingressi.

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24 agosto 2019

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