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Trump avverte il Messico

· Il presidente pronto a inviare l’esercito per fermare i migranti clandestini ·

Violenti scontri all’università di Berkeley

Sale la tensione tra Stati Uniti e Messico. Il presidente statunitense, Donald Trump, è pronto a inviare l’esercito per fermare coloro che cercano di attraversare illegalmente la frontiera. Nel recente colloquio telefonico con il presidente messicano, Enrique Peña Nieto, l'inquilino della Casa Bianca lo avrebbe accusato di «non fare abbastanza» per fermare i criminali che cercano di entrare negli Stati Uniti, e avrebbe annunciato nuove misure restrittive. 

È quanto si evince dalle trascrizioni del colloquio fornite da diversi media internazionali. «Non state facendo abbastanza per fermarli. Penso che i vostri soldati abbiano paura. I nostri no, potrei inviarli laggiù per occuparsi della questione» avrebbe detto Trump, in base alle trascrizioni della Associated Press. La Cnn ha fornito un testo dai toni meno accesi: «Da voi — avrebbe detto il presidente — ci sono alcuni bad hombres contro i quali avete bisogno di aiuto. Noi siamo disposti ad aiutarvi in questo grande problema, però bisogna che siano messi fuori combattimento e voi finora non avete fatto un buon lavoro per metterli fuori combattimento». Dalla Casa Bianca nessun commento ufficiale. Il ministero degli esteri messicano ha invece smentito la veridicità delle trascrizioni, sottolineando che nella telefonata Trump e Peña Nieto «sono giunti all’accordo di continuare a lavorare e che gli staff dei due paesi continueranno ad incontrarsi per giungere ad un’intesa positiva». Il ministero ha poi puntualizzato che alla telefonata erano presenti soltanto Peña Nieto e il capo della diplomazia messicana, Luis Videgaray. Il portavoce presidenziale messicano, Eduardo Sanchez, ha negato che il tono della conversazione fosse ostile. Che l’immigrazione sia uno dei temi cruciali in questa prima fase della presidenza Trump lo conferma anche lo scontro avvenuto oggi con l’Australia.

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20 novembre 2018

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