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Trump annuncia il ritiro
dall’accordo di Parigi

· ​Critiche da Unione europea e Cina ·

«L’accordo negoziato da Obama impone target non realistici per gli Stati Uniti nella riduzione delle emissioni, lasciando invece a paesi quali la Cina un lasciapassare per anni». Con queste parole, ieri, il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima del 2015. «Gli Stati Uniti cominceranno a negoziare un nuovo accordo sul clima» ha detto Trump. «Vogliamo un accordo che sia giusto. Se ci riusciremo benissimo, altrimenti pazienza» ha aggiunto. Ci sarà quindi «la fine dell’applicazione degli impegni di riduzione e soprattutto dei versamenti al Fondo verde per il clima che costa agli Stati Uniti una fortuna». I tempi della marcia indietro saranno lunghi. Presupponendo un ritiro totale dall’accordo, ci vorranno almeno quattro anni per completare quell’iter. La durata, quindi, potrebbe superare quella di un solo mandato presidenziale. Quello di Parigi — ha sottolineato il presidente Trump — è un accordo che «impone dei costi in anticipo sugli americani a danno dell’economia e della crescita del lavoro, mentre strappa impegni insignificanti da altri paesi, come la Cina». Immediata la reazione dei paesi europei e della Cina. «L’amministrazione Trump si sta unendo a una piccola manciata di nazioni che rifiutano il futuro» ha detto l’ex presidente Barack Obama, uno dei maggiori artefici dell’accordo di Parigi. Francia, Germania e Italia, con una nota congiunta hanno espresso «il rammarico per la scelta degli Stati Uniti». I tre paesi affermano di «considerare la spinta generata a Parigi nel dicembre 2015 irreversibile». «Non si torna indietro dall’accordo di Parigi sul clima» ha detto oggi il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, intervenendo oggi al summit Ue-Cina a Bruxelles. «Non ci sarà nessuna marcia indietro sulla transizione energetica» ha aggiunto il presidente Juncker. E intanto, il presidente russo, Vladimir Putin, ha detto oggi che i rapporti con gli Stati Uniti «si trovano nel punto più basso dai tempi della guerra fredda». Infatti, «è stata distrutta la base della cooperazione reciproca», mentre per il vescovo di Las Cruces, Oscar Cantú. «la decisione del presidente di non onorare l’impegno degli Stati Uniti per l’accordo di Parigi è profondamente preoccupante».

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15 settembre 2019

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