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​Trump annuncia dazi
su alluminio e acciaio

· ​Una risposta all’espansione della Cina ·

Riesplode la guerra dei dazi. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che la prossima settimana approverà misure per proteggere l’industria siderurgica americana. E ha indicato che potrebbero essere azioni anche molto severe: del 25 per cento sull’acciaio e del 10 per cento sull’alluminio. Parlando dalla Casa Bianca durante un incontro con i manager del settore, il presidente ha affermato che le misure «offriranno protezione per un lungo periodo» e consentiranno alle aziende statunitensi di «espandersi nuovamente». Trump, che ha invocato ragioni di sicurezza nazionale, ha aggiunto che «un paese incapace di produrre acciaio e alluminio quasi non è un paese». Il presidente aveva anticipato la sua decisione con un tweet fin dalla mattinata: «Le nostre industrie di acciaio e alluminio sono state decimate da decenni di scambi ingiusti e cattive politiche». Va detto che l’azione sui dazi, frutto di raccomandazioni del dipartimento del commercio, è stata presentata finora anzitutto come una risposta all’avanzata eccessiva della Cina. Tuttavia — come rilevano numerosi commentatori — i principali esportatori di acciaio negli Stati Uniti sono attualmente Canada, Brasile, Corea del Sud e Messico. La scelta della Casa Bianca appare dunque, agli occhi della stampa, soprattutto come una mossa politica, in linea con gli annunci fatti durante la campagna elettorale.

I dettagli concreti dell’azione commerciale restano da definire e non sono stati anticipati nel corso del meeting di ieri. Molti settori, dall’auto all’alimentare, che utilizzano acciaio e alluminio, hanno espresso timori. Molti manager sono infatti preoccupati di possibili ritorsione da parte di altre potenze e di nazioni alleate, dalla Cina all’Europa. Anche la Federal Reserve è intervenuta di recente attaccando il protezionismo: il presidente della Banca centrale, Jerome Powell, testimoniando al Congresso, ha rivendicato i vantaggi del libero scambio. Il governatore della Fed di New York, William Dudley, ha denunciato che «il protezionismo non è una risposta». 

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20 settembre 2019

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