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Intesa sul gas russo a Kiev e all’Europa

· Ma l’Ungheria sospende il transito del metano verso l’Ucraina ·

Mentre militari russi e ucraini si sono incontrati per la prima volta sulla linea del fronte per discutere l’applicazione del cessate il fuoco nell’est dell’Ucraina e i presidenti russo, Vladimir Putin, e ucraino, Petro Poroshenko, si sono sentiti al telefono per discutere la possibilità di un nuovo vertice per superare la crisi, un accordo sostenibile sul gas potrebbe essere stato trovato ieri sera a Berlino, nel corso di una trilaterale molto impegnativa fra i delegati di Mosca, Kiev e Bruxelles.

L’Ucraina dovrebbe pagare 3,1 miliardi di dollari entro la fine dell’anno ai russi, e Gazprom, che da questa estate ha tagliato i rifornimenti al Paese vicino, garantirebbe la consegna di almeno cinque miliardi di metri cubi di gas sulla rotta ucraina nei prossimi mesi. Seduti attorno a un tavolo, ben più a lungo delle attese, il ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, l’omologo ucraino, Iuri Prodan, e il commissario europeo per l’Energia, Günther Oettinger, hanno cercato il bandolo della matassa. Ma se Oettinger si è detto fiducioso di aver trovato una soluzione sostenibile per coprire l’emergenza inverno 2014-2015, in Europa e in Ucraina, il ministro dell’Energia di Kiev ha messo le mani avanti: si tratterebbe di una proposta europea, e non è detto che soddisfi tutti. L’intesa dovrà essere vagliata dai due Governi e riesaminata la prossima settimana a Berlino. Il vertice si è tenuto a poche ore da una nuova escalation dello scontro sugli approvvigionamenti energetici: con la decisione dell’Ungheria di sospendere il transito del gas verso l’Ucraina, in seguito all’accordo che il Governo di Viktor Orbán — dopo aver rotto il fronte Ue — ha stretto proprio con Gazprom per un aumento dell’import del gas russo nel periodo invernale.

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24 febbraio 2020

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