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​Per trovare
la via di Cristo

· I gesuiti a sostegno degli emarginati ·

Camminare al fianco di coloro che sono poveri, vulnerabili e che vengono ritenuti inutili dalla società, accompagnare i giovani e lavorare incessantemente per la riconciliazione e la giustizia: sono queste le sfide della missione della Chiesa per i prossimi dieci anni discusse da padre Arturo Sosa Abascal, preposito generale della Compagnia di Gesù, durante un viaggio svoltosi nei giorni scorsi nello stato asiatico.

Già a fine febbraio il religioso aveva presentato le quattro «preferenze apostoliche universali», frutto di due anni di discernimento, da tenere come punto di riferimento nella missione della Compagnia. Innanzitutto «promuovere il discernimento e gli esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola» come strumento indispensabile per aiutare le persone a trovare la via verso Cristo; poi «camminare con gli esclusi» al fianco dei poveri, dei vulnerabili e di coloro che la società considera inutili, in una missione di riconciliazione e giustizia; il terzo punto chiede di «accompagnare i giovani in cammino» affinché possano creare un futuro pieno di speranza; infine, «prendersi cura della nostra casa comune» per la protezione del creato.

Nel corso della visita indiana, parlando a un’assemblea formata da ex alunni delle scuole e degli istituti dei gesuiti a Bandra, capoluogo del distretto di Mumbai, padre Sosa ha ribadito che «con umiltà e con sincerità, la Compagnia di Gesù vede la propria missione come parte di una più ampia missione di Dio. Missione che invita tutti, uomini e donne, a essere partner di Dio nel creare un mondo di giustizia, di amore e di pace. È una missione che rimane fondamentalmente la stessa, ma che può essere considerata da punti di vista diversi, in base alle circostanze concrete. Alla luce della realtà odierna, la Compagnia di Gesù ha compreso che oggi Dio ci chiama a una missione di riconciliazione e giustizia. In questa missione, abbiamo identificato tre dimensioni: riconciliazione con Dio, con l’umanità e con il creato. Sono dimensioni fra loro connesse e inseparabili». Il preposito generale ha anche ribadito l’importanza dell’esperienza formativa degli ex alunni, invitandoli a mantenere stretta collaborazione con i gesuiti, ad esempio «organizzando delle sessioni tramite le quali condividere i vari strumenti per gestire i cambiamenti del modo di vivere come il discernimento, la conversazione spirituale e l’esame di coscienza». Proprio grazie ai gesuiti dell’Asia meridionale è stato promosso e avviato nello scorso ottobre il Lok Manch (“Forum del popolo”), una piattaforma di leader di 92 organizzazioni della società civile sparse in 12 stati indiani, impegnate a tutelare e a promuovere i diritti delle popolazioni emarginate, che ha raggiunto circa trecentomila famiglie bisognose nelle aree urbane e rurali.

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19 settembre 2019

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