Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Troppo rare le terre di Pechino

· La Cina annuncia nuove misure per limitare le esportazioni dei preziosi minerali ·

In arrivo dalla Cina una nuova stretta sulle terre rare. La notizia è stata diffusa ieri tramite un comunicato emesso dal Consiglio di Stato. Nel documento si annuncia l'entrata in vigore di un regolamento che limiterebbe ulteriormente il flusso delle esportazioni dei preziosi minerali, essenziali nell’industria dell’alta tecnologia.

«Fisseremo a livelli ragionevoli le quote annuali relative al commercio di terre rare e all’estrazione» si legge nel comunicato di Pechino. «I valori saranno stabiliti — prosegue il comunicato — tenendo conto di vari criteri tra cui la disponibilità di risorse a livello nazionale, la produzione, il consumo domestico e la domanda globale». Guerra dichiarata, inoltre, alle attività minerarie illegali e all’inquinamento. Il documento non svela ulteriori dettagli riguardo le politiche in cantiere, salvo spiegare che l’intento è quello di «gettare fondamenta sostenibili e sane per le industrie» e di tutelare l’ambiente e le risorse.

Più volte in passato Pechino ha giustificato le restrizioni messe in atto sulle scorte di terre rare dirette all’estero. Solo qualche mese fa, infatti, il ministero del Commercio cinese ha annunciato un taglio di circa il 35 per cento delle quote destinate all’esportazione per i primi sei mesi del 2011. Una misura che il Dragone ha assicurato essere dettata dalla volontà di ridurre l’inquinamento e favorire le produzioni ad alto contenuto tecnologico sul territorio nazionale. Sempre per ridurre l’impatto ambientale è stato creato il primo gruppo di undici zone per l’estrazione pianificata di terre rare nella prefettura di Ganzhou (Jiangxi), un’area particolarmente ricca di questi preziosi minerali usati nello sviluppo tecnologico e informatico. La Cina detiene circa il 65 per cento delle riserve mondiali di terre rare, ma, visti gli elevati costi ambientali connessi all’estrazione, che altri Paesi non sono disposti ad assumersi, il Dragone controlla più del 90 per cento del mercato globale di questi minerali.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

12 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE