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​Troppo pochi i Paesi
che si fanno carico dei profughi

· ​Per l’Alto commissariato dell’Onu va data una risposta globale a un dramma globale ·

Migranti sulla nave Peluso in arrivo al porto italiano di Augusta (Reuters)

La crisi dei rifugiati è diventata un «fenomeno globale» che richiede «risposte globali». È quanto afferma l’Alto commissario Onu per i rifugiati, Unhcr, Filippo Grandi, sottolineando che in questo momento «un numero maggiore di nazioni dovrebbero aiutare i pochi Paesi che attualmente si fanno carico di ospitare i profughi». Lo scorso anno, meno dell’1 per cento dei 20 milioni di rifugiati stimati nel mondo sono stati ricollocati. E il responsabile dell’Unhcr ribadisce che il peso dei rifugiati è caduto su «pochi Paesi che ospitano centinaia di migliaia di rifugiati». Sono pochi anche i donatori, «sette o otto Paesi, che forniscono l’80-90 per cento dei fondi». Se si parla di fondi, viene in mente l’accoglienza di emergenza ma anche l’aiuto ai Paesi da cui provengono i migranti. I 28 Paesi dell’Unione europea sono tutti d’accordo sulla necessità di sostenere questi Paesi, ma si discute ancora sulle modalità di stanziamento dei fondi. L’Italia ha proposto l’idea degli eurobond, bocciati però dalla Germania. Berlino, intanto, ha pubblicato cifre su quanto costerà al Governo tedesco l’accoglienza finora assicurata. Si parla di 93,6 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. Un documento del ministero delle Finanze prevede che il costo annuo delle spese per far fronte all’emergenza migranti salirà dai 16,1 miliardi di euro di quest’anno ai 20,5 del 2020. Gran parte di questi fondi finanzierà servizi di base, tra i quali la casa e le lezioni di lingua. Ma anche se non è chiaro in quale misura, nel documento rientrano anche gli sforzi per evitare che la gente lasci i Paesi di origine e cerchi rifugio in Germania

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