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Troppe piccole vittime

· Rapporto al Consiglio di sicurezza sui bambini nei conflitti ·

«Il moltiplicarsi delle crisi che colpiscono i bambini dall’inizio del 2014 sta creando sfide tali da far passare in secondo piano i progressi fatti per proteggerli dagli effetti della guerra».

Una bambina palestinese in tenuta da combattimento (Afp)

Con questa motivazione le Nazioni Unite hanno lanciato ieri la campagna «Bambini, non soldati», volta in primo luogo all’assistenza ai minori coinvolti nei conflitti armati.

Sulla necessità di una soluzione immediata ha insistito ieri, durante una speciale riunione al Consiglio di sicurezza, Leila Zerrougui, rappresentante dell’Onu per i bambini. E Zerrougui non ha usato mezzi termini, dicendosi «inorridita dal totale disprezzo per la vita umana dimostrato dai gruppi estremisti armati, come lo Stato islamico e Boko Haram».

Secondo il monitoraggio delle Nazioni Unite, fino a settecento bambini sono stati uccisi o mutilati in Iraq dall’inizio dell’anno, anche in esecuzioni sommarie. Nello stesso periodo Boko Haram ha attaccato scuole causando la morte di almeno cento studenti e settanta insegnanti. Le oltre duecento ragazze rapite da Boko Haram nel mese di aprile sono ancora disperse, mentre il gruppo armato nigeriano continua ad attaccare e rapire altri bambini.

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22 ottobre 2019

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