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Troppe
megalopoli

· ​La previsione dell’Onu per il 2050 ·

Entro il 2050 circa 2,4 miliardi di persone si sposteranno dalle aree rurali alle città mentre il consumo delle risorse naturali subirà un aumento del 125 per cento all’anno: sono alcune previsioni contenute nel rapporto, dal titolo «Il peso delle città: i requisiti delle risorse della futura urbanizzazione», elaborato da un gruppo internazionale di esperti istituito dall’Onu,

Secondo lo studio, nei prossimi trent’anni, la popolazione globale che vivrà nelle città dovrebbe costituire il 66 per cento del totale. Era del 54 per cento nel 2015. Circa un terzo della crescita urbana è prevista in soli tre paesi: India, Cina e Nigeria, dove rispettivamente il numero di abitanti che vivono nelle grandi metropoli potrebbe raggiungere i 400, i 300 e i 200 milioni. Allo stesso tempo, un terzo di queste persone vivrà in bidonville o abitazioni precarie, spesso senza avere accesso ai servizi di base, avvertono gli autori del rapporto.

Occorre quindi «una nuova strategia per rispondere alle necessità dell’urbanizzazione del ventunesimo secolo», che deve puntare a costruire nuove città o ampliare quelle esistenti a bassa emissione di carbonio, efficienti in termini di risorse, socialmente giuste, in cui le persone possano vivere una vita sana. Con l’impiego di miliardi di tonnellate di materie prime, come combustibili fossili, sabbia, ghiaia, minerale di ferro, legno e cibo, il rischio è che si impieghino più risorse di quanto il nostro pianeta possa fornire in modo sostenibile, gravando soprattutto su agricoltura, energia, industria e trasporto. L’International resource panel, questa la denominazione del gruppo formato dall’Onu, ha anche pubblicato un rapporto che riguarda in particolare l’urbanizzazione dei paesi membri dell’Associazione delle Nazioni del sud-est asiatico (Asean), dove ci si aspetta che più di 200 milioni di persone si trasferiscano dalle campagne verso le città entro il 2050.

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18 ottobre 2019

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