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Troppe ingiustizie
nel nome del profitto

· L’appello del Papa a settant’anni dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ·

«Porre i diritti umani al centro di tutte le politiche», anche «quando ciò significa andare controcorrente»: è l’«accorato appello» rivolto dal Papa a «quanti hanno responsabilità istituzionali» nel messaggio inviato ai partecipanti alla conferenza internazionale su «I diritti umani nel mondo contemporaneo: conquiste, omissioni, negazioni», che si svolge da lunedì 10 a martedì 11 dicembre alla Pontificia università Gregoriana. Promosso dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e dallo stesso ateneo ospitante, l’incontro avviene in occasione del settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del venticinquesimo della Dichiarazione e del Programma d’azione di Vienna. Vi partecipano diplomatici accreditati presso la Santa Sede, rappresentanti delle istituzioni delle Nazioni Unite, del Consiglio d’Europa, delle Commissioni episcopali giustizia e pace e di quelle per la pastorale sociale, del mondo accademico e delle organizzazioni della società civile.

Nel messaggio, letto in apertura dei lavori dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero organizzatore, Francesco auspica una «opportuna riflessione approfondita sul fondamento e il rispetto dei diritti dell’uomo nel mondo contemporaneo», che «sia foriera di un rinnovato impegno in favore della difesa della dignità umana, con speciale attenzione per i membri più vulnerabili della comunità».

Le considerazioni del Pontefice prendono spunto dall’osservazione delle società contemporanee, in cui — spiega — «si riscontrano numerose contraddizioni che inducono a chiederci se davvero l’eguale dignità di tutti gli esseri umani, solennemente proclamata 70 anni or sono, sia riconosciuta, rispettata, protetta e promossa in ogni circostanza». Infatti, aggiunge, «persistono oggi nel mondo numerose forme di ingiustizia» al punto che «mentre una parte dell’umanità vive nell’opulenza, un’altra parte vede la propria dignità disconosciuta, disprezzata o calpestata e i suoi diritti fondamentali ignorati o violati».

Ai lavori ha offerto il proprio contributo anche il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin con una relazione sulla diplomazia della Santa Sede e i diritti dell’uomo che è stata letta in aula.

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12 novembre 2019

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